I dati dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente vedono la regione ai primi posti anche per quanto riguarda le province
La Toscana è la terza regione italiana più colpita dalla crisi climatica nel 2025, con 41 eventi estremi. Il doppio rispetto al 2024. Il bilancio di fine anno dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente racconta di un anno segnato dal forte avanzamento della crisi climatica. In Italia, sono state tre le regioni ad aver subito maggiormente gli impatti degli eventi meteo estremi: la Lombardia con 50 casi, la Sicilia con 44 e la Toscana che, con 41 episodi, registra un + 100 % di eventi estremi rispetto allo scorso anno (21). Siamo ai primi posti anche per quanto riguarda le province più colpite a livello nazionale, con Firenze (11) e Massa e Carrara (9).
L’evento estremo del 14 marzo: accumuli di pioggia superiori a quelli del 1966
Tra gli eventi estremi che hanno colpito la Toscana, spicca quello del 14 marzo, quando un sistema temporalesco autorigenerante ha portato piogge torrenziali e venti intensi, causando alluvioni diffuse e danni significativi. Le province più colpite sono state Firenze, Pisa, Prato e Livorno, dove le precipitazioni intense e persistenti hanno causato accumuli di pioggia superiori a quelli dell’alluvione del 1966. L’ultimo evento estremo registrato è avvenuto a Portoferraio, il 19 dicembre scorso, quando un violentissimo temporale ha interessato tutto il versante nord orientale dell’Elba danneggiando molte infrastrutture locali.
Crisi climatica e caldo record: l’estate 2025 in Toscana la quarta più calda dal 1955
Nel report dell’Osservatorio Città Clima emerge anche una crescente preoccupazione per le ondate di calore, segnate da temperature record. Secondo i recenti dati del Copernicus Climate Change Service è praticamente certo che il 2025 sarà il secondo anno più caldo mai registrato, a pari merito con il 2023, dietro solo al 2024. In Toscana, secondo il Consorzio Lamma, l’estate 2025 si è classificata come la quarta più calda dal 1955, con un’anomalia media di +1,5°C rispetto al trentennio 1991–2020 e +3,1°C rispetto al periodo 1961–1990. Giugno ha registrato valori record (+3,3°C sopra la media; luglio e agosto più moderati (+0,7°C e +0,5°C).
Ferruzza: «Bisogna arrestare ogni nuovo consumo di suolo»
«Avrebbe dovuto essere un anno di transizione, più fresco e normale dei precedenti due, a causa degli effetti mitiganti della Niña, e invece assistiamo a un altro anno record, segnato da eventi estremi e danni difficilmente stimabili – dichiara Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana commentando i dati sulla crisi climatica -. Questo ci deve spingere con ancora maggior determinazione ad attuare politiche di adattamento. Bisogna arrestare ogni nuovo consumo di suolo, abbandonando progetti insensati come il nuovo aeroporto di Firenze e puntando invece a ripristinare e tutelare la natura ovunque sarà possibile, a scala urbana e regionale».
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