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Home » Cronaca » Meno pioggia ma più violenta: lo studio dell’Università di Pisa che racconta come cambia il clima in Italia

Meno pioggia ma più violenta: lo studio dell’Università di Pisa che racconta come cambia il clima in Italia

Gennaio 10, 2026 da redazione Lascia un commento

Analizzati oltre 200 anni di dati pluviometrici: diminuiscono le precipitazioni complessive ma aumentano gli eventi estremi. Pianura Padana e Toscana tra le aree più esposte

In Italia piove meno, ma quando piove lo fa in modo sempre più intenso e violento. È il quadro che emerge da un nuovo studio dell’Università di Pisa, firmato da Marco Luppichini e Monica Bini del Dipartimento di Scienze della Terra e pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Atmospheric Research. La ricerca ricostruisce per la prima volta oltre due secoli di precipitazioni in Italia, analizzando dati pluviometrici provenienti da archivi storici e reti strumentali moderne e offrendo una lettura di lungo periodo dei cambiamenti climatici in atto.

Università di Pisa

Università di Pisa, due secoli di piogge analizzati per capire il cambiamento climatico

Lo studio dell’Università di Pisa prende in esame l’evoluzione delle piogge in sei grandi aree climatiche italiane, mettendo in evidenza un trend chiaro: le precipitazioni totali tendono a diminuire, mentre cresce l’intensità degli eventi più estremi. Un cambiamento che non è uniforme sul territorio, ma che presenta caratteristiche ricorrenti lungo tutto l’arco temporale considerato, dal XIX secolo a oggi.

Pianura Padana e Alto Adriatico: meno pioggia, più eventi estremi

Le riduzioni più marcate delle precipitazioni si registrano in Pianura Padana e nell’area dell’Alto Adriatico, dove emergono tre grandi minimi storici intorno al 1820, al 1920 e al 1980. Nelle stesse zone si concentrano anche i picchi di maggiore intensità delle piogge, con valori massimi che si collocano attorno al 1870, al 1930 e al 2003. È proprio qui che il cambiamento appare più evidente, con una combinazione di piogge meno frequenti ma sempre più violente.

Toscana e regioni tirreniche: precipitazioni in calo ma sempre più intense

Un aumento significativo dell’intensità delle precipitazioni riguarda anche le regioni liguri e tirreniche, comprese Toscana e Lazio. In queste aree, lungo tutto il periodo analizzato dallo studio dell’Università di Pisa, si osserva un lieve ma costante calo delle piogge complessive accompagnato da un incremento regolare della loro intensità. Un fattore che contribuisce ad aumentare il rischio di eventi improvvisi e difficili da gestire, soprattutto nei contesti urbani e lungo le fasce costiere.

Il ruolo del riscaldamento globale e del Mediterraneo sempre più caldo

Secondo la ricerca, la causa principale di questo cambiamento è il riscaldamento globale, che sta modificando la circolazione delle masse d’aria sull’Europa e sul Mediterraneo. Le perturbazioni atlantiche raggiungono l’Italia con minore frequenza a causa del rafforzamento di grandi configurazioni atmosferiche come l’anticiclone delle Azzorre, che tende a bloccare l’arrivo delle piogge. Allo stesso tempo si è indebolito il sistema ciclonico del Golfo di Genova, tradizionalmente responsabile di una parte significativa delle precipitazioni sulla penisola.

A questo quadro si aggiunge un Mediterraneo sempre più caldo, capace di fornire maggiore umidità ed energia all’atmosfera. Il risultato non è un aumento delle piogge totali, ma precipitazioni singole più intense e violente.

Meno acqua disponibile e più rischi per il territorio italiano

“Questa combinazione, meno piogge ma più intense, delinea scenari futuri complessi”, spiega Marco Luppichini. Da un lato, la diminuzione della precipitazione media riduce la capacità di ricarica delle falde, accentua la siccità estiva e mette sotto pressione i sistemi idrici, soprattutto nelle aree più popolate e agricole come la Pianura Padana, le regioni tirreniche e l’entroterra appenninico. Dall’altro, l’aumento dell’intensità degli eventi meteorici accresce il rischio di frane, alluvioni improvvise e sovraccarichi delle infrastrutture urbane, con effetti già osservabili in molte zone del Nord-Ovest e del Tirreno centrale.

Lo studio dell’Università di Pisa e le sfide dell’adattamento climatico

Nel dettaglio, l’analisi mostra come l’andamento delle piogge nelle sei grandi aree climatiche italiane sia simile, pur con intensità diverse. Nelle Alpi le precipitazioni complessive restano nel complesso stabili, ma aumentano gli episodi più intensi. Nell’Adriatico centro-meridionale le piogge diminuiscono e l’intensità mostra una forte variabilità, tornata a crescere negli ultimi vent’anni. Nell’Appennino centro-meridionale le precipitazioni calano nettamente a partire dal Novecento, mentre l’intensità cresce in modo irregolare. Anche il Sud e la Sicilia confermano il trend nazionale: dopo un primo aumento, le piogge totali si stabilizzano e diminuiscono dagli anni Ottanta, mentre l’intensità cresce soprattutto negli ultimi decenni.

“Comprendere queste dinamiche è fondamentale per progettare misure di adattamento efficaci”, conclude Monica Bini. Secondo i ricercatori dell’Università di Pisa, gli andamenti rilevati nelle serie storiche potrebbero accentuarsi nei prossimi decenni, rendendo lo scenario climatico futuro ancora più instabile, con meno piogge complessive ed eventi estremi sempre più frequenti.

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