Con il sostegno della Regione Toscana riparte la scuola gratuita di ricamo che custodisce una tradizione centenaria
C’è un filo che attraversa il tempo, lega le generazioni e tiene insieme comunità, memoria e futuro. A Tavarnelle quel filo ha un nome preciso: Punto Tavarnelle. Un patrimonio artigianale che torna al centro della vita culturale e sociale grazie al progetto promosso dal Comune di Barberino Tavarnelle, sostenuto dalla Regione Toscana, e rilanciato con una nuova edizione della scuola gratuita di ricamo “Impara l’arte con il Punto Tavarnelle”.

La nuova fase del progetto è stata presentata a Firenze, nella Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati, alla presenza dell’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti, del sindaco David Baroncelli, della presidente di Chiantiform ETS Elisa Corneli e di una rappresentanza delle ricamatrici di Tavarnelle, vere custodi di un sapere antico che continua a vivere attraverso le mani.
Tavarnelle, una storia che parte da lontano
La storia del Punto Tavarnelle affonda le sue radici all’inizio del Novecento, quando una suora iniziò a insegnare il ricamo alle giovani ragazze del paese come attività educativa. Nel secondo dopoguerra quel sapere si trasformò in un’occasione concreta di lavoro e autonomia economica per molte donne, diventando uno dei primi strumenti di emancipazione femminile in un territorio rurale.
Un percorso che, negli anni, ha superato i confini locali fino ad arrivare sulle passerelle internazionali grazie all’intuizione di Salvatore Ferragamo, che scelse il ricamo di Tavarnelle per impreziosire le sue calzature, indossate da icone del cinema come Audrey Hepburn, Sofia Loren e Anna Magnani. Un intreccio perfetto tra artigianato, moda e identità toscana.
Il Punto Tavarnelle come patrimonio vivo
Oggi quella tradizione rischiava di disperdersi. Da qui la scelta dell’amministrazione comunale di Barberino Tavarnelle di investire su un progetto di valorizzazione che non fosse soltanto conservazione, ma trasmissione attiva del sapere. Grazie al coinvolgimento diretto delle cittadine, oltre sessanta ricamatrici tra i 30 e gli oltre 80 anni hanno già intrapreso un percorso di apprendimento e perfezionamento dell’arte dell’ago e del filo, lavorando “su foglio”, come raccontano ancora le nonne del paese.
Il nuovo sodalizio con la Regione Toscana rafforza questa visione e consolida un modello che mette al centro la comunità, il tempo lento e la manualità come risposta culturale alla frenesia del presente.
La scuola gratuita di ricamo riparte nel 2026
A marzo 2026 prenderà il via una nuova edizione della scuola “Impara l’arte con il Punto Tavarnelle”, promossa dal Comune di Barberino Tavarnelle in collaborazione con la Pro Loco di Tavarnelle e Chiantiform. Il percorso formativo, completamente gratuito, è strutturato su più livelli di competenza per consentire a ciascuna partecipante di avvicinarsi o approfondire le tecniche del merletto storico.
Le lezioni si svolgeranno nei locali comunali di piazza della Repubblica, nel cuore di Tavarnelle, e saranno tenute da ricamatrici esperte che da anni tramandano questa arte con passione e rigore. Un’esperienza che è anche sociale, capace di creare relazioni, amicizie e un forte senso di appartenenza.
Tradizione, identità e futuro al femminile
Il progetto Punto Tavarnelle si inserisce in una visione più ampia di sviluppo culturale e territoriale. Non si tratta solo di recuperare una tecnica artigianale, ma di restituirle un ruolo nel presente, aprendola al dialogo con la contemporaneità e con nuove possibili opportunità professionali.
In un’epoca dominata dalla velocità digitale e dal consumo rapido dei contenuti, Tavarnelle sceglie consapevolmente di rallentare, di tornare al gesto paziente dell’ago che entra ed esce dal tessuto, al valore del tempo condiviso, alla forza delle relazioni umane. Un atto culturale e politico insieme, che riconosce nel sapere femminile un motore di identità, lavoro e sviluppo.
Il Punto Tavarnelle continua così a raccontare la sua storia, un punto dopo l’altro, cucendo passato e futuro nel nome di una comunità che non ha mai smesso di credere nella propria memoria.
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