L’Associazione Nazionale Case della Memoria condanna il vile atto vandalico contro i simboli della legalità
Il furto della targa dedicata al Giudice Rosario Livatino scuote la comunità di Canicattì. Il vile atto ha colpito il Giardino dei Giusti proprio all’interno della Villa Comunale. Gli ignoti hanno rimosso anche la targa di Antonino Sciascia, figura simbolo della provincia agrigentina. L’episodio ferisce profondamente chiunque difenda ogni giorno i valori della legalità.

Adriano Rigoli e Marco Capaccioli guidano l’Associazione Nazionale Case della Memoria. Il presidente e il vicepresidente hanno commentato duramente l’accaduto. Secondo i due rappresentanti, questi fatti non devono indebolire il nostro impegno. Al contrario, simili atti devono rafforzare la tutela e la trasmissione della Memoria collettiva verso le nuove generazioni.
Un attacco diretto ai valori di giustizia
La casa del “Giudice Ragazzino” appartiene alla rete nazionale delle Case della Memoria. Questo gesto non colpisce soltanto un oggetto fisico. Esso mira ai valori di giustizia che Rosario Livatino custodiva con estremo sacrificio. L’Associazione esprime profonda indignazione. Il danno non riguarda solo un simbolo, ma offende l’intera società civile.
Giuseppe Nuccio Iacono coordina le Case Museo della Memoria di Sicilia. Il coordinatore rifiuta di considerare l’evento come semplice vandalismo. Si tratta di un attacco deliberato contro un servitore dello Stato. Iacono sottolinea che colpire la memoria significa ferire la coscienza della comunità. Per questo motivo, la condanna deve rimanere ferma e priva di ogni attenuante.
L’impegno per la legalità prosegue con determinazione
Anche Claudia Vecchio ha preso posizione sulla vicenda. La presidente dell’Associazione Casa Museo Giudice Livatino ha ricordato l’origine del Giardino dei Giusti. Il Comune di Canicattì aveva inaugurato lo spazio lo scorso 29 ottobre. Il luogo celebra uomini che hanno scelto il bene come centro del proprio mondo.
Chi calpesta questo luogo dimostra quanto l’operato dei Giusti arrechi ancora disturbo. Tuttavia, l’atto vile non fermerà l’opera di divulgazione dell’Associazione. Il Giardino dei Giusti resterà un simbolo di legalità e di ricordo. La promessa è chiara: la memoria di chi ha combattuto le ingiustizie non cadrà mai nell’oblio.
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