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Home » Cultura » Vittorio Messori e Padre Cambié: un legame che riaffiora dagli archivi

Vittorio Messori e Padre Cambié: un legame che riaffiora dagli archivi

Giugno 10, 2026 da redazione 1 commento

Le lettere inedite nell’archivio del sacerdote sacramentino a cui il Comune di Vaiano ha appena dedicato una strada

La recente scomparsa di Vittorio Messori, (1941-2026), giornalista e scrittore tra i principali apologeti cattolici del XX secolo, offre l’occasione per ricordare il profondo rapporto di stima e amicizia che legava il celebre scrittore e giornalista cattolico a Padre Ermanno Cambié, sacerdote sacramentino, figura di grande rilievo spirituale e culturale, recentemente ricordata anche attraverso l’intitolazione di una strada nel Comune di Vaiano.

Vittorio Messori

«Dai documenti che ho avuto modo di studiare emerge con chiarezza come Padre Ermanno Cambié fosse un sincero estimatore di Vittorio Messori e come tra i due vi fosse un rapporto di reciproca considerazione e amicizia – dichiara Adriano Rigoli, presidente dell‘Associazione Nazionale Case della Memoria -. Nell’archivio personale di Padre Cambié, oggi in mio possesso, è conservato uno scambio epistolare risalente agli anni Ottanta e Novanta del Novecento. Le lettere testimoniano in modo evidente la stima che Messori nutriva nei confronti del sacerdote e rappresentano una preziosa testimonianza di un dialogo umano, culturale e spirituale di grande interesse».

Una strada a Vaiano per ricordare Padre Cambié

Padre Ermanno Cambié è stato recentemente ricordato dal Comune di Vaiano che, su proposta dello stesso Rigoli, ha deciso di intitolargli una strada, individuata in un tratto dell’antica Via di Ricavo, che prende il nome da un antico podere appartenuto alla Badia di Vaiano. Una scelta non casuale, pensata proprio per sottolineare il forte legame che il sacerdote nutriva nei confronti della storica abbazia e del territorio vaianese.

«Padre Cambié ha sempre manifestato un profondo amore per la Badia di Vaiano e per la sua storia», ricorda Rigoli. «Fu inoltre una figura importante anche per la nascita del museo che fondai tra il 1992 e il 1993 insieme ad Annalisa Marchi, fondatrice del CDSE e poi sindaca di Vaiano. In un contesto non sempre semplice, il suo sostegno, il suo incoraggiamento e il suo aiuto furono determinanti».

L’impegno per l’arte sacra e la cultura internazionale

Accanto alla dimension pastorale, Padre Cambié svolse un’intensa attività nel campo dell’arte sacra e della cultura. Tra le opere e i progetti più significativi legati alla sua attività si ricordano la realizzazione della Chiesa dei Martiri Canadesi a Roma e il coordinamento del progetto iconografico della Cattedrale di San Paolo in Brasile, promosso insieme al direttore dei Musei Vaticani e realizzato con il coinvolgimento di numerosi artisti di fama internazionale.

«La famiglia Cambié, oggi distribuita tra Lombardia e Toscana, e in particolare le nipoti Lidia e Maria Grazia, hanno accolto con grande soddisfazione la mia iniziativa per valorizzare la memoria dello zio e mi hanno espresso il loro ringraziamento», prosegue Rigoli. «Anche la Congregazione dei Padri Sacramentini, alla quale Padre Cambié apparteneva, ha voluto manifestare ufficialmente il proprio apprezzamento attraverso una lettera di ringraziamento».

I documenti e la corrispondenza con Vittorio Messori

Proprio in segno di fiducia e riconoscenza, le nipoti hanno affidato ad Adriano Rigoli l’intero archivio personale del sacerdote, un patrimonio documentario di straordinario interesse composto da lettere, fotografie, disegni, appunti, immagini e numerosi altri materiali.

«Studiando questo archivio ho scoperto una rete di relazioni culturali e artistiche di grande rilievo, spiega Rigoli. Tra le carte emergono documenti e corrispondenze con importanti personalità del mondo dell’arte e della cultura, tra cui l’artista ungherese János Hajnal e lo stesso Vittorio Messori. Si tratta di un corpus archivistico estremamente ricco che meriterebbe di essere valorizzato attraverso una mostra e una pubblicazione».

L’obiettivo è quello di restituire alla comunità una conoscenza più completa di una figura che ha lasciato un segno profondo nella vita religiosa e culturale del territorio.

«I vaianesi, e non solo loro, potrebbero così conoscere meglio chi fosse realmente Padre Ermanno Cambié – conclude Rigoli -. Non soltanto il sacerdote che ogni domenica arrivava a Vaiano per celebrare, predicare e confessare per lunghe ore, sia a Vaiano sia a Prato, ma anche l’uomo di cultura, l’animatore artistico, il promotore di importanti iniziative e la guida spirituale che ha saputo coniugare umiltà, profondità intellettuale e autentica dedizione pastorale».

Archiviato in:Cultura Contrassegnato con: Prato, Toscana

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