CNA Firenze lancia l’allarme: “Penalizzate le imprese che hanno investito negli USA. Serve un piano urgente di sostegno”
Dazi Usa ed Europa e l’accordo raggiunto al 15% fa sì tirare un sospiro di sollievo, viste le prime ipotesi al 30%, ma preoccupa il mondo agroalimentare e non solo.
L’introduzione di dazi al 15% da parte degli Stati Uniti, infatti, rischia di avere effetti devastanti sull’export della Città Metropolitana di Firenze, che ha proprio nel mercato americano il suo principale sbocco commerciale. A lanciare l’allarme è Francesco Amerighi, presidente di CNA Firenze Metropolitana, che definisce l’accordo raggiunto tra la Commissione Europea e l’amministrazione statunitense “non soddisfacente” e sottolinea come l’impatto reale potrebbe essere ben superiore alla soglia annunciata.

Dazi e cambio euro/dollaro: doppio freno per l’export fiorentino
«Un livello dei dazi al 15% avrà effetti molto pesanti sull’export fiorentino – spiega Amerighi – già duramente provato dall’apprezzamento dell’euro sul dollaro, cresciuto di quasi il 15% negli ultimi mesi». Un doppio colpo per le imprese locali che operano con l’estero, e in particolare con gli Stati Uniti, primo partner commerciale dell’area fiorentina.
Nel 2024, infatti, le esportazioni verso gli USA hanno rappresentato il 25,2% del totale, con un valore di oltre 6,2 miliardi di euro, in crescita del 43,9% rispetto all’anno precedente. Un risultato frutto di investimenti mirati, innovazione e capacità competitiva che ora rischiano di essere compromessi.
A rischio le piccole imprese e il manifatturiero artigiano
Il comparto più vulnerabile all’introduzione di nuovi dazi commerciali è quello manifatturiero, in cui operano oltre 13.000 imprese sul territorio fiorentino, su un totale di circa 102.000 aziende registrate. Di queste, il 26% è costituito da imprese artigiane, che hanno fatto dell’export un canale essenziale di crescita.
«Un rincaro dei dazi – avverte Amerighi – colpisce duramente soprattutto le piccole imprese, che negli ultimi anni hanno sostenuto importanti e onerosi investimenti per entrare e consolidarsi nel mercato statunitense. Penalizzarle ora significa vanificare anni di sforzi, innovazione e crescita competitiva».
Dazi “mascherati”: un impatto reale del 30% sui prodotti italiani
Secondo CNA Firenze, l’impatto reale dei dazi USA potrebbe essere ancora più pesante di quanto annunciato. «Si scrive 15 ma si legge 30% – afferma Amerighi – perché nei fatti si tratta di una tassa ingiusta e sproporzionata che danneggia non solo il Made in Italy, ma finirà per colpire anche l’economia americana».
CNA: “Serve una strategia di difesa e diversificazione dei mercati”
Di fronte al nuovo scenario globale, CNA Firenze chiede al Governo una risposta immediata. «Serve una strategia concreta di sostegno alle imprese, fatta di incentivi diretti e indiretti, come un forte taglio della burocrazia e un piano efficace per diversificare i mercati di destinazione», aggiunge Amerighi.
Tra le richieste principali, anche la riattivazione urgente del tavolo sull’export a Palazzo Chigi, per definire modalità e criteri chiari di accesso ai 25 miliardi di euro già annunciati a sostegno del sistema produttivo nazionale.
Imprese a rischio, servono risposte immediate sui dazi
Con il ritorno dei dazi come leva geopolitica e commerciale, le imprese esportatrici italiane – e in particolare quelle del territorio fiorentino – si trovano in una posizione di grande fragilità. A rischio non c’è solo il fatturato, ma la sopravvivenza di intere filiere, in particolare quelle artigiane e manifatturiere, che da anni puntano sull’internazionalizzazione. L’intervento politico e istituzionale, ora, non è più rimandabile.
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