Da 25 anni, il gruppo editoriale di Simone Bandini porta avanti il suo obiettivo: fare da ponte tra abitanti del centro Italia e comunità internazionale
Raccontare il territorio, con le storie di chi lo vive e gli dà linfa, in un viaggio tra enogastronomia, lifestyle, arte, ricettività, ma anche vita sociale e culturale di ogni area a cui le attuali 15 edizioni sono dedicate. È questo l’obiettivo di Valley Life, un gruppo di riviste free press, edite in doppia lingua italiano/inglese, che con la loro diffusione capillare nel centro Italia (e oltre) parlano a cittadini e turisti, cercando anche un approccio inclusivo e divulgativo verso chi sceglie la Toscana, l’Umbria e l’Italia come seconda casa o residenza temporanea.

Un progetto che nasce dall’intuizione di Simone Bandini, editore e direttore generale di Valley Life. Laureato in filosofia, ha affiancato al suo background umanistico una missione di pace Nato in Bosnia Erzegovina con le Truppe Alpine dell’Esercito Italiano e quella formazione che solo lo sport sa dare, con vent’anni di atletica leggera praticata a livello agonistico. Nel 2002, l’idea: attivare una connessione sociale e culturale tra gli abitanti del territorio e la comunità internazionale. È allora che nasce Valley Life, cresciuta nei suoi 25 anni in maniera esponenziale.
Simone, da dove è iniziato tutto?
«La prima rivista è nata nel 2003 in una zona di confine fra Umbria e Toscana, nell’Alta Valle del Tevere. Un’area di campagna, punteggiata da borghi rinascimentali come Città di Castello e Sansepolcro, dove vivevo e dove ho iniziato a lavorare. Luoghi storicamente testimoni dell’incontro fra popolazione locale e comunità internazionale che non di rado si innamorava dei borghi e del modo di vivere, scegliendo di trasferirvisi o di acquistarvi una seconda casa. Da qui l’esigenza di connettere questi due mondi».
Cosa ti ha spinto a dare avvio al progetto?
«I motivi chiave sono due. Il primo è legato ai miei studi umanistici che portano con sé la voglia di comunicare con le persone e allo stesso tempo dare loro voce: questo è il primo desiderio che mi ha ispirato e guidato. Inoltre, per motivi personali, ho avuto modo di frequentare per lungo tempo la comunità inglese e internazionale presente a Città di Castello e nei suoi dintorni e ho capito che c’era la necessità di qualcosa che facesse da ponte fra le persone che visitavano il territorio e coloro che lo abitavano e mettevano a disposizione servizi e opportunità».
Da qui la rivista…
«Desiderio e consapevolezza si sono fusi in uno strumento editoriale che mi ha dato l’occasione per fissare la mia visione: costruire un’identità ‘paneuropea’, comune e trasversale alle diverse nazionalità e culture, con una prospettiva di orizzonte. Per farlo, ho ritenuto fondamentale dare risalto alla cultura e all’economia di prossimità. Ogni rivista rappresenta infatti uno strumento di valorizzazione e difesa dei territori, dando voce a coloro che rappresentano la tradizione e la vita economica di ogni area: le storie che raccontiamo sono quelle di piccoli imprenditori e artigiani. Un lavoro corale che parte da una visione popolare nel senso più profondo».

Da questi presupposti era comandata la scelta di un prodotto bilingue…
«La scelta di realizzare una pubblicazione in doppia lingua, italiano/inglese, è insita nel concetto della rivista che io vedo come un laboratorio culturale fra chi viene in visita o decide di stabilirsi in uno di questi territori e comunità locale. E poi c’è proprio il lato pratico: rivolgersi direttamente a chi non parla fluentemente italiano, per renderlo consapevole di dove si trova e di cosa c’è dietro al contesto in cui, per un periodo più o meno lungo, si trova a vivere. Senza dimenticare che Valley Life è uno strumento utile anche per la sua diffusione tra i residenti».
Valley Life: perché una struttura non comunale o regionale ma ‘per valli’?
«Lo impariamo già a scuola: le valli sono tradizionalmente uno spazio delimitato con una forte identità; un ‘contenitore’ all’interno del quale, nel corso della Storia, sono nate e si sono sviluppate le civiltà più grandi. E questo aspetto di ‘culla’ secondo me vale ancora oggi: le valli, dalla Valdichiana all’Alta Valle del Tevere, dal Valdarno alla valle del Mugello, travalicano spesso i confini regionali mantenendo un profilo identitario unico, fatto di tradizione, storia e vissuto, che è la loro cifra distintiva e la loro forza».
Se dovessi fare un bilancio a 25 anni dalla prima uscita?
«Per 18 anni Valley Life ha avuto una cadenza mensile, con una sua redazione a Città di Castello. Poi, con la sua espansione su nuovi territori abbiamo scelto di cambiare formula, adottando una cadenza trimestrale. Via via ho iniziato quindi a ‘trasferire’ la mia esperienza ai singoli direttori di zona e il mio lavoro è cambiato su due fronti: primo per la necessità di trovare le persone giuste, capaci di rappresentare i territori; secondo nel passare loro le competenze e le esperienze di questi anni e la mia visione del mondo e dei territori. Compito che trovo estremamente gratificante».

In un mondo che corre in digitale qual è ancora il valore di un prodotto cartaceo?
«Credo che la carta abbia un aspetto materiale di testimonianza agli antipodi con la fugacità del digitale; un’autorevolezza che ho riscontro anche tra le persone con cui lavoro. La carta è uno strumento di azione importante sui territori, in virtù della sua presenza non transitoria ma consistente nel tempo. Stante la non negoziabilità, per noi, di un supporto fisico, abbiamo comunque affiancato alle riviste il portale Valley Life che funge da coordinamento e contiene tutte le edizioni sfogliabili, oltre a una selezione degli articoli. Uno strumento aggiornato e rappresentativo che fa oltre 100mila visitatori l’anno, in costante crescita».
Prossimi obiettivi? Ci saranno nuove edizioni di Valley Life?
«Dall’estate 2026 le edizioni saranno ufficialmente quindici: dieci in Toscana e cinque in Umbria. Con l’uscita dell’edizione dedicata a Orvieto, Bagnoregio e Bolsena, l’Umbria sarà rappresentata nella sua interezza, con un’incursione nell’alto Lazio. In Toscana sono in arrivo le edizioni di Prato e Pistoia, Livorno e Costa degli Etruschi, Valdarno inferiore (San Miniato ed Empoli) e Provincia di Pisa. Siamo al lavoro sulla Versilia e contiamo di coprire tutta la Toscana entro la primavera 2027. Ma ci sono progetti in fase già avanzata anche in altre regioni: per citarne solo alcuni, un’edizione di Valley Life a Savona e Val Bormida, in Liguria, e anche a Bergamo e provincia.
Ecco tutte le edizioni all’attivo di Valley Life
La rivista Valley Life è attiva in “Alto Tevere e Valtiberina Toscana”, “Siena, Valdorcia e Amiata”, “Chianti e Valdelsa”, “Firenze”, “Valdichiana e Lago Trasimeno”, “Arezzo e Casentino”, “Perugia e Valle Umbra”, “Mugello e Valdisieve”, “Valdarno e Valdambra”, “Spoleto, Terni e Valnerina”, “Gubbio e Alto Chiascio”, “Lucca, Media Valle e Garfagnana”. Sono in arrivo i focus sui territori di: “Orvieto, Bagnoregio e Bolsena”, “Prato e Pistoia”, “Livorno e Costa degli Etruschi”, “Valdarno inferiore” (San Miniato ed Empoli) e Provincia di Pisa.
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