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Home » Toscani in viaggio » Marsiglia in inverno: luoghi da scoprire, cosa fare e perchè andarci

Marsiglia in inverno: luoghi da scoprire, cosa fare e perchè andarci

Gennaio 15, 2026 da redazione Lascia un commento

Ecco cinque motivi per scoprire la città del sud-est della Francia senza la fioritura della lavanda

Marsiglia in inverno ha un fascino tutto da scoprire. Ed è vero che nella stagione più fredda dell’anno non si può assistere allo spettacolo che la fioritura della lavanda regala a questo territorio nei mesi più caldi. Ma è altrettanto vero che Marsiglia in inverno diventa una tappa fuori stagione dal clima mite, meno turisti e prezzi decisamente più bassi della primavera. Oltre la lavanda la città del sud est della Francia ha molto altro da offrire ai visitatori. In questo articolo troverete cinque motivi per pianificare un viaggio a Marsiglia in inverno.

“Le Panier”, colori protagonisti

Stradine collinari, murales, gradinate, botteghe artigiane. “Le Panier” è un angolo di Marsiglia che fa sognare. Parla senza voce. E racconta con i suoi vicoli un quartiere autentico. Proprio nel cuore di Le Panier si trova il “Bar des 13 Coins”, probabilmente frequentato dallo scrittore Jean Claude, inventore del noir mediterraneo, che ha raccontato una Marsiglia “dura” nei suoi gialli.

Marsiglia in inverno

Il quartiere è valorizzato da numerosi murales che spuntano a sorpresa, con i loro colori a tinte vivaci, sui muri e le facciate dei palazzi. Si trovano in lunghezza in spazi piccoli ma anche in gran trionfo in altezza sulle facciate di qualche palazzo più alto che popola le piazzette. Sono opera di vari artisti di strada, che sono stati capaci di creare un vero e proprio museo a cielo aperto. Guardarli, anche perdendosi tra l’infinità di vicoli, è una passeggiata piacevole che vale la pena fare. Anche in inverno.  

Porto Vecchio, tra barche e mercatini

Passeggiare per il Vieux Port è un’esperienza da fare. Il percorso che costeggia il porto dura circa mezzora di cammino, durante il quale si incrociano artisti di strada, barche a vela ormeggiate, e mercatini con prodotti alimentari. Ci sono anche pescatori che al mattino portano il pescato dalle barche direttamente sui loro banchi di vendita. Dalla parte opposta del mare si trovano numerosi bar e ristoranti.

Per chi non avesse voglia di camminare a lungo, c’è anche la possibilità di spostarsi dall’altra parte del porto con un battello (al costo di 0,50 centesimi per persona a tratta). Se si visita Marsiglia tra metà dicembre e inizio gennaio, si può godere della passeggiata addobbata con luci natalizie. Quando cala la sera si riflettono nel mare, rendendo tutto più magico.

Panorami imperdibili: da Notre-Dame de la Garde alla Cattedrale

Notre-Dame de la Garde è il simbolo di Marsiglia. È detto anche la “Bonne Mère” (la Buona Madre), che veglia sulla città dall’alto della collina. La vista a 360 gradi che apre sulla città è spettacolare. La basilica è in stile neo bizantino e romanico. Sono presenti cupole, pietre policrome, ori e mosaici.

La Cathédrale Notre-Dame de la Major, a pianta croce latina, lascia senza fiato per le sue dimensioni imponenti. È situata tra il Vieux-Port, il quartiere Le Panier e il porto commerciale. La facciata imponente si caratterizza per pietre chiare e scure. Il tutto in stile romano-bizantino.

Anche all’interno sembra non finire mai, con la sua enorme navata centrale. Intorno tanti spazi da scoprire, tra mosaici, colonne in marmo e numerosi dettagli artistici. La piazza intorno alla cattedrale si affaccia sul porto, con una vista bellissima.

Sapone di Marsiglia: la visita al “Le Musèe du savon” è d’obbligo

Che sia inverno o la bella stagione una tappa a “Le Musèe du savon” è da prevedere. Si trova nella parte meridionale dell’Old Port.

All’interno del piccolo museo è possibile ammirare da vicino i macchinari d’epoca che occorrevano per fare il sapone di Marsiglia. Ma anche assistere a una dimostrazione pratica su come viene fatto oggi, con la possibilità di partecipare a un workshop per personalizzare le saponette armati di martello e stampino da imprimere sul sapone fresco. E non sono solo i bambini a rimanere a bocca aperta.

“Bouillabaisse”, un piacere per gli occhi e per il palato

E quando se non d’inverno è possibile gustare al meglio la “bouillabaisse”? La tradizionale zuppa di pesce alla provenzale riscalda anche l’anima. Il nome deriva dalla tecnica di cottura: “bollire e poi abbassare la fiamma” (“bouillir e abaisser”).

Viene servita in due tempi. La prima portata prevede il coccio di zuppa accompagnato con crostini, ciotoline di formaggio grattuggiato e aglio. Quest’ultimo va grattato sui crostini, sui quali poi si può “spolverare” il formaggio. Il crostino così guarnito va adagiato nella zuppa calda e mangiato inzuppato quanto basta. In seconda battuta viene servito il pesce che è stato cotto nella zuppa. Di solito si utilizzano diversi tipi di pesce del Mediterraneo e vari aromi. Un’esperienza culinaria da fare, non c’è dubbio, per lasciarsi scaldare dall’autenticità di questa città della Provenza.

Alessandra Ricco

Archiviato in:Toscani in viaggio Contrassegnato con: Toscana

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