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Home » Cronaca » Fondazione Italiana Leniterapia, il progetto “i colori della vita”

Fondazione Italiana Leniterapia, il progetto “i colori della vita”

Maggio 14, 2020 da redazione Lascia un commento

Un patchwork enorme nel centro storico di Prato

Fondazione Italiana Leniterapia e le sue volontarie pratesi arrivano nel cuore della città. In occasione della festa di San Martino, sarà esposto l’enorme mantello del santo patrono delle cure palliative. Un progetto che nasce anche per sensibilizzare e dire che “ogni vita è legata all’altra”.

Raccontare e informare sulle cure palliative, il progetto “i colori della vita”

Fondazione Italiana Leniterapia, il progetto “i colori della vita”

Ferri, uncinetto e tanti gomitoli di lana. E poi mani che lavorano e creano quasi mille quadrati di lana colorati, uniti insieme per realizzare il mantello di San Martino, il mantello delle Cure Palliative. Le volontarie di File, la Fondazione Italiana Leniterapia hanno pensato e realizzato questo progetto. «Ogni punto a maglia, cucito o ricamato, si intreccia all’altro, così ogni vita si intreccia all’altra: con questo principio ispiratore abbiamo deciso di realizzare un grande e colorato mantello, cucito a mano, che dovrà essere pronto per novembre, in occasione della festa di San Martino, patrono delle Cure Palliative, con l’intenzione di esporlo in una delle piazze del centro storico di Prato». Queste le parole delle volontarie di File. Un’idea che vuole aiutare a sbrogliare qualche filo e fare chiarezza sulla grande importanza delle Cure Palliative in ambito sanitario. Lo scopo è anche quello di raccontare la storia della Fondazione File che da 10 anni ogni giorno a Prato offre assistenza gratuita ai malati gravi e alle loro famiglie. Operatori sanitari e volontari attivi formano una squadra che a domicilio come nell’Hospice “Fiore di Primavera”, in Piazza del Collegio, in collaborazione e a sostegno della USL Toscana Centro collaborano.

Fondazione Italiana Leniterapia, la storia del mantello e delle cure palliative

Il termine palliativo viene dal latino pallium, che significa mantello. Un mantello che protegge e ripara. Ecco perché. Il modo di agire deriva dal culto di San Martino, in un momento specifico. Quando era ancora un soldato dell’Impero Romano, durante una ronda notturna divise il suo pallio con un mendicante che soffriva per via del freddo. Da lì, il mantello di San Martino è diventato il simbolo iconico del prendersi cura, dell’accogliere e del proteggere. Nello stesso modo, le cure palliative si prendono cura delle persone nella malattia.

Collaborare al progetto del mantello di File, ecco come

Circa sessanta persone hanno deciso di prendere in mano ferri e uncinetto e creare quadrati di lana colorati ed è possibile unirsi e creare ancora. Basta lavorare con ferri o uncinetto e realizzare quadrati colorati di misura 40×40. In seguito questi verranno uniti agli altri, creati da molte altre mani, fino a formare il mantello. Più persone collaboreranno, più grande sarà il mantello. Come specifica Stefania, volontaria di File. «Se avete degli avanzi di lana a casa, potete utilizzare quelli; altrimenti, in Hospice, potrete rivolgervi a Michela Zaccherini, la psicologa di FILE, che vi farà avere i gomitoli di lana e i ferretti (nel rispetto delle misure sanitarie anti-Covid-19)». In questo modo, durante un periodo dove sono vietate le attività di gruppo, questo progetto solidale, rende lontane ma vicine, permettendo anche di dare sfogo alla creatività.

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