Le linee di sviluppo per i 51 Distretti del cibo della Toscana. Anci Toscana punta a promuovere il dibattito tra i comuni della regione
Tutela del territorio e delle produzioni, lotta al caporalato per la dignità del lavoro agricolo, strutturare un mercato per le filiere della Toscana, salvaguardia del paesaggio. Sono i punti cardine sui quali Anci Toscana punta a promuovere il dibattito tra i comuni della regione. Lo sviluppo dell’agricoltura passa anche dai Distretti del cibo, presenti in Toscana con una rete capillare. Sono 51 le realtà riconosciute, con 21 Strade (del vino e dell’olio soprattutto ma anche di prodotti e sapori locali), 5 Comunità del cibo, 12 Distretti rurali (uno in corso di riconoscimento), 11 Distretti biologici e 2 Distretti rurali e biologici. Si è parlato anche di questo oggi a Montespertoli (Museo del Territorio, dalle 10 alle 15) durante la giornata di lavori “Idee in campo. Un percorso di confronto nei territori per l’agricoltura toscana”.
Montespertoli ha ospitato infatti il primo appuntamento di un ciclo itinerante promosso da Anci Toscana. Attraverserà tutte le province della regione. L’obiettivo è creare uno spazio di dialogo diretto tra istituzioni regionali e locali, associazioni di categoria, distretti, organizzazioni del settore e aziende agricole del territorio. Ma servirà anche ad approfondire le opportunità offerte dal Piano Strategico Nazionale della Pac 2023–2027. Allo stesso tempo, raccogliere esigenze, esperienze e priorità che emergono dai diversi contesti rurali della Toscana.





