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Home » Cultura » Studenti toscani, la preferenza è il liceo e lasciano sempre meno la scuola

Studenti toscani, la preferenza è il liceo e lasciano sempre meno la scuola

Maggio 11, 2021 da redazione Lascia un commento

Ecco quanto emerge dall’indagine condotta dalla regione riguardo gli studenti toscani

Preferiscono il liceo, soprattutto quello scientifico: una volta iscritti, la maggior parte di loro rimane fedele alla propria scelta e si riducono quelli che lasciano la scuola. È la fotografia degli studenti toscani delle scuole secondarie di II grado, in base alle elaborazioni di Regione Toscana e Ufficio scolastico regionale.

Preferenze degli studenti toscani

I ragazzi toscani prediligono l’istruzione liceale: dei 34.491 iscritti al primo anno delle superiori nell’anno scolastico 2020-21, 18.523 (53,7%) hanno optato per un liceo, 10.314 (29,9%) per un tecnico, 5.654 (16,3%) per un professionale. Quest’anno lo scientifico (fra indirizzo “tradizionale”, opzione scienze applicate e sezione sportiva) è frequentato da quasi il 44% dei liceali. Gli iscritti al classico sono l’8,2%, all’artistico il 10%, ai licei musicali e coreutici il 2,08%, ai licei delle Scienze umane il 16,6%, al linguistico il 17,2%. Tra i tecnici il percorso amministrazione finanza e marketing è il preferito dal 25% degli studenti, mentre tra i professionali il più gettonato (quasi il 40%) è l’ alberghiero.

I numeri degli studenti toscani

Quest’anno gli alunni di terza media chiamati a scegliere la scuola superiore che frequenteranno dal prossimo settembre sono stati 33.636: secondo i dati (ancora provvisori) delle iscrizioni on line (che si sono concluse il 25 gennaio) il 56,5% frequenterà un liceo, il 14% un istituto professionale, il 30% un istituto tecnico.

Liceo scientifico e preferenze

Lo scientifico (fra indirizzo “tradizionale”, opzione scienze applicate e sezione sportiva) resta in testa alle preferenze, con il 44%. Il classico è scelto dall’8% degli alunni, il linguistico dal 16,5%, l’artistico dall’11,7%, scienze umane dal 16,6%), i licei musicali e coreutici dal 1,56%.

Istituti professionali in numeri

Per quanto riguarda gli istituti professionali l’indirizzo maggiormente scelto continua a essere l’alberghiero, anche se rispetto all’anno passato c’è stato un calo di oltre 200 iscritti (dal 38,1% delle preferenze al 35,4%), in aumento invece l’indirizzo manutenzione e assistenza tecnica. I tecnici registrano il primato delle preferenze sull’indirizzo amministrazione finanza e marketing (23,97%), al secondo posto informatica e telecomunicazioni, che passa da 1.671 iscritti a 2.207, superando l’indirizzo turismo, che passa dal 10,71% all’8,4%.

Ripensamenti degli studenti toscani

In Toscana la maggior parte di chi sceglie un percorso di istruzione rimane fedele alla propria scelta. Nell’anno scolastico 2019-20, il 98,1% di chi si iscrive al professionale non cambia idea, mentre l’1,4% vira verso un tecnico e lo 0,6% verso un liceo. Tra i liceali il 95,7% rimane a un liceo, il 2,2% opta per un tecnico e il 2,1% per un professionale. Leggermente più indecisi gli studenti dei tecnici: il 93,1% non ci ripensa, ma il 5,8% si trasferisce a un professionale e l’1,1% a un liceo.

Dispersione scolastica

In Toscana il tasso di giovani che abbandonano gli studi prima del diploma di scuola secondaria di II grado scolastica ha registrato un calo tra il 2015 e il 2019 (ultimo dato disponibile), scendendo dal 13,4% al 10,4%. E’ un dato in linea con la media europea (10,3%) e al di sotto della media nazionale (13,5%). A decidere di interrompere gli studi sono soprattutto i ragazzi (12,3%), meno le ragazze (8,2%).

Esiti negativi ovvero bocciature

Nell’anno scolastico 2018-2019 la percentuale di studentesse e studenti non ammessi all’anno scolastico successivo si attestò all’11,5%. Per il 2019-20, le statistiche registrano uno 0,5% circa, ma il dato va letto considerando le indicazioni emanate dal Ministero dell’Istruzione nel corso dell’emergenza sanitaria, che invitavano a limitare le “bocciature” a casi oggetto di gravi provvedimenti disciplinari o per numero eccessivo di assenze durante la prima parte dell’anno scolastico.

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