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Home » Primo piano » Coldiretti Toscana su Covid e Natale

Coldiretti Toscana su Covid e Natale

Dicembre 4, 2020 da redazione Lascia un commento

È allarme per stop ingiusti a garden e negozi fiori senza 8 mln di alberi e stelle made in Toscana

L’appello di Coldiretti Toscana sull’emergenza del blocco vendite di fiori e piante. Tra la Versilia e la provincia di Massa Carrara si producono circa 4 milioni di stelle natalizie. Pistoia e Arezzo invece sono le culle degli alberi di Natale.

Coldiretti Toscana, la problematica Covid e Natale

La ingiusta chiusura di garden, ambulanti e negozi al dettaglio di fiori e piante mette a rischio la regione. I toscani ogni anno acquistano circa 8 milioni di alberi di Natale veri e stelle di Natale. È questo l’allarme lanciato dalla Coldiretti Toscana dopo che lo stop alle attività di vendita di piante. La causa è una errata interpretazione del Dpcm del 3 novembre scorso. Il decreto infatti ne garantisce la prosecuzione poiché sono considerate come completamento e sbocco della filiera agricola.

Coldiretti Toscana, le parole del presidente  

«Piante, alberi e fiori stanno subendo un ingiustificato blocco nelle vendite che causa un danno importante – ha lanciato l’allarme Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana – per un settore che ha già subito perdite ingenti durante il precedente lockdown a causa del Covid. La Toscana è la capitale nazionale dell’abete naturale con oltre 3 milioni di esemplari coltivati concentrati tra il Casentino, Valtiberina e Pistoia, mentre tra la Versilia e la provincia di Massa Carrara si producono circa 4 milioni di stelle natalizie, con un fatturato tra i 15 ed i 17 milioni di euro, i due terzi del totale della produzione toscana che si attesta intorno ai 5 milioni di esemplari tra piante in vaso ed in forme diverse, dalle versioni mini a quella di diametro 10 fino al cespuglio e agli alberelli».  

A cosa è dovuta questa problematica?

Alcune ordinanze locali hanno chiuso immotivatamente gli spazi dedicati a piante e fiori all’interno di molte strutture come supermercati. Ecco quanto denunciato dalla Consulta Floroivaistica della Coldiretti. La lettera ha come indirizzo i principali gruppi della Grande distribuzione organizzata, Federdistribuzione e le Autorità istituzionali coinvolte.

La problematica delle realtà commerciali che vendono piante e fiori

 Lo stop alle realtà commerciali che superano i 250 metri quadri ha anche interrotto l’attività di molti garden che superano facilmente queste dimensioni. Spesso infatti inglobano anche aree di produzione e di vendita. «Molti provvedimenti a carattere locale hanno finito inoltre – denuncia Coldiretti Toscana – per impedire addirittura ad ambulanti di piante e fiori di operare all’interno dei mercati cittadini organizzati anche per la vendita di generi alimentari».

I rischi e le problematiche spiegate da Coldiretti Toscana

«Il rischio è che venga favorito l’acquisto di piante di plastica che – precisa la Coldiretti – arrivano molto spesso dalla Cina e non solo consumano petrolio e liberano gas ad effetto serra per la loro realizzazione e il trasporto, ma impiegano oltre 200 anni prima di degradarsi nell’ambiente. Al contrario gli alberi naturali – informa la Coldiretti – sono coltivati nei vivai soprattutto nelle zone montane e collinari in terreni marginali altrimenti destinati all’abbandono e contribuiscono a migliorare l’assetto idrogeologico delle colline ed a combattere l’erosione e gli incendi»

Non solo alberi di Natale, le precisazioni di Coldiretti  

«Il problema oltre al tradizionale albero natalizio e alle stelle di natale va a colpire – precisa Coldiretti Toscana – anche ciclamini e altri tipologie di piante in vaso e di fiori recisi, che sono ormai pronti per la vendita e che rischiano di andare buttati con un danno gravissimo per un settore che ha già pagato un conto da oltre 400 milioni di euro a causa della pandemia per i limiti a matrimoni, eventi e cerimonie, con la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro, dai vivai ai negozi».

Un altro aspetto dell’emergenza sanitaria

Un vero e proprio tsunami per il settore florovivaistico nazionale che ha creato problemi anche all’export. Questo ha originato blocchi al confine e in dogana di tanti paesi Ue ed extra per di ritardi e difficoltà nei trasporti e nella vendita.«Da tutelare c’è il futuro di un comparto e chiave del Made in Italy agroalimentare, con il valore della produzione toscana di fiori e piante stimato in 940 milioni di euro grazie a – conclude Coldiretti Toscana – quasi 3.500 imprese che ora si trovano in gravissime difficoltà».

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