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Home » Cronaca » Una App per assistere i pazienti cronici

Una App per assistere i pazienti cronici

Maggio 21, 2020 da redazione Lascia un commento

Il progetto nella tesi di tesi di laurea di una giovane infermiera

Una app per pazienti affetti da patologie croniche a supporto di servizi di assistenza sanitaria da remoto. Si chiama ASKMedCARE ed è un’innovazione su cui Federica Valguarnera, infermiera ventisettenne dell’Ordine delle professioni infermieristiche interprovinciale Firenze Pistoia ha concentrato il suo percorso di studi che l’ha portata, il mese scorso a conseguire la laurea magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche, con una tesi dedicata proprio all’innovativa applicazione.

Una App per assistere i pazienti cronici

Di cosa parla la sua tesi? 

«La mia tesi parla di applicazione AskMedCARE sviluppata dal dipartimento di assistenza infermieristica e ostetrica dell’Università di Firenze in collaborazione con quello di Ingegneria dell’informazione, sempre di Firenze che si è occupato dello sviluppo vero e proprio dell’App, quest’ultimo supportato dalla Fondazione Cr Firenze. Mi hanno seguita in questa tesi Prof. Fabio Pronti (relatore) dottoressa Elisabetta Paoletti (correlatrice)».

Da dove è scaturita l’idea di fare la tesi su questo argomento?

«L’idea è partita dal volerci avvicinare alle novità scientifiche nel campo della sanità, proponendo un metodo innovativo di fare assistenza domiciliare, facendo un’applicazione capace di arrivare in territori urbani e anche in zone anche più lontane. In queste, nello specifico, pensiamo possa essere utile a fare assistenza domiciliare proprio per le peculiarità di quei territori (come per esempio strade di campagna, abitazioni più isolate e difficili da raggiungere…). Dal punto di vista di innovazioni tecnologiche e sanitare c’è infatti bisogno di questo, di fare passi avanti. L’obiettivo era fare e sviluppare sul nostro territorio, quello della Asl Centro, un sistema di telemedicina per monitorare i pazienti da remoto. Per il momento ci siamo concentrati su pazienti affetti da patologie croniche per il supporto di servizi di assistenza sanitaria da remoto. Un percorso basato sulla connective care, in cui tutti partecipano al percorso assistenziale del paziente.

Per questo motivo l’App è usata dal paziente stesso per inserire i dati che misura anche da solo: una partecipazione generale di tutti quelli che sono implicati nel suo percorso di assistenza domiciliare. Il paziente viene coinvolto nella sua autocura e nell’automonitoraggio. Nel caso in cui il paziente non fosse in grado di usare uno smartphone, a suo posto interagisce il caregiver. L’applicazione in sé poi è modulabile. Questa è solo la sperimentazione iniziale. È importante però ricordare che l’uso dell’App non sostituisce l’assistenza diretta: la gestione dei pazienti cronici in ambito domiciliare con l’app mira a favorire l’empowerment del paziente ma comunque si mantiene l’assistenza diretta ogni qualvolta sia necessaria». 

Quali difficoltà ha incontrato nel fare questa tesi?

«Il problema principale è stato negli ultimi mesi. Già dall’anno scorso ho iniziato a parlare di questa tesi, durante il mio ultimo tirocinio mentre facevo la magistrale. È partita la prima fase di sperimentazione a ottobre/novembre con gli infermieri del dipartimento infermieristico di Firenze. Per i pazienti ci serve l’approvazione del comitato etico. Adesso avremmo dovuto iniziare a sperimentarla nelle zone rurali, che sono quelle che più ci interessano in quanto difficoltose però l’emergenza ci ha bloccato».  

Quali sono i suoi obbiettivi professionali futuri?

«Riuscire ad arrivare a fare quello che più mi piace, ovvero la ricerca. Anche per questo ho investito nella magistrale. Mi piacerebbe inserirmi nella ricerca e portare innovazione, che è una delle cose che ritengo più utili. Il mio obiettivo sarebbe entrare nella ricerca infermieristica o nel management».

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