La presidente Cenni: «I Comuni come attori centrali delle politiche regionali»
«La collaborazione e il confronto in questi anni si sono concretizzati in molti settori e vogliamo che si prosegua nella stessa direzione, individuando modi e strumenti per ampliarli e rafforzarli. A livello istituzionale restano tanti i temi da affrontare insieme, anche alla luce di una congiuntura internazionale complessa, che cambia velocemente e che a cascata porta conseguenze regionali e territoriali, che vorremmo affrontare con lo stesso spirito collaborativo con Giunta e Consiglio».
Lo ha detto Susanna Cenni presidente di Anci Toscana aprendo i lavori dell’Assemblea dei sindaci, dal titolo “Prospettive Comuni” che si è tenuta nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio. Un momento di confronto tra le sindache e i sindaci della Toscana e le istituzioni regionali, per condividere visioni, priorità e strategie di sviluppo dei territori, rafforzando la cooperazione tra Regione e autonomie locali.

Le priorità per il futuro: i temi al centro dell’assemblea dei sindaci
L’appuntamento ha offerto l’occasione di fare il punto sulle priorità per il futuro, che toccano temi legati allo sviluppo, ai servizi, ai cambiamenti climatici, alla resilienza dei territori, all’inclusione, al welfare. «Abbiamo tanti temi sui quali lavorare e, come abbiamo fatto il 4 febbraio sul turismo, con oltre 300 partecipanti, vorremmo organizzare, insieme con la Giunta e il Consiglio regionali, giornate di approfondimento dalle quali far scaturire proposte e azioni» ha detto Cenni.
Un percorso che vede necessariamente «i Comuni come attori centrali delle politiche regionali, con un confronto preventivo sulle principali proposte di legge, un ruolo più forte del Consiglio delle Autonomie Locali, che a breve andremo a rinnovare e che vedrà un’ampia partecipazione di sindache e sindaci e che vorremmo svolgesse un ruolo importante, non solo sui pareri ma anche di confronto periodico col Consiglio. Con Giunta e Consiglio vorremmo arrivare a definire anche una legge specifica, come già fatto dalla Regione Liguria, sugli Accordi di collaborazione per mettere a terra le politiche regionali».
La necessità di rilanciare un “patto per lo sviluppo ed il futuro della Toscana”
«I prossimi cinque anni saranno cruciali per la Toscana e per il suo modello di sviluppo. Una parte importante dei successi conseguiti nel tempo dall’economia toscana è legata al protagonismo del settore manifatturiero le cui recenti difficoltà sono un segnale che va affrontato con urgenza – ha detto Cenni -. È necessario lavorare a un modello di sviluppo che valorizzi le differenze territoriali e superi le frammentazioni, che tenga insieme l’ampio mosaico che va dal manifatturiero ai servizi, dall’agricoltura alla ricerca, alla cultura.
Per questo, è necessario che istituzioni, imprese, sindacati, terzo settore, si mettano a un tavolo per definire e rilanciare un “patto per lo sviluppo ed il futuro della Toscana” che tenga assieme istituzioni e rappresentanza del mondo economico, sindacale, del sapere, della ricerca, ci consenta di affrontare le sfide per il rilancio del settore produttivo e il mantenimento dei servizi sui territori. Vogliamo esserci perché i Comuni non sono semplici spettatori, ma attori fondamentali dello sviluppo, primi interlocutori di imprese e lavoratori».
«Sul tema delle risorse europee, vogliamo portare il nostro contributo»
Anche sul tema delle risorse e della finanza pubblica, è stata ribadita la centralità del rapporto Comuni-Regione. «In un quadro di forte difficoltà per la tenuta dei nostri conti, di incertezza sui fondi europei, in assenza di qualsiasi ipotesi di riforma sull’autonomia finanziaria degli enti locali e di compartecipazione su tributi nazionali, i prossimi anni non saranno come quelli che abbiamo alle spalle: ci saranno una maggiore rigidità della spesa, minori risorse per gli investimenti e probabilmente minori risorse europee. Diventa quindi ancor più strategica una forte collaborazione fra Comuni e Regione.
Anche sulle risorse europee, strategiche per i prossimi anni, vogliamo portare il nostro contributo alla nuova Programmazione post 2027 e lo vogliamo fare con la Regione e con il Comitato delle Regioni, sostenendo con forza la necessità del rifinanziamento dei fondi per le politiche di coesione, con un equilibrio fra fondi diretti ai Comuni e fondi alle Regioni. Su questi fondi pensiamo le priorità devono essere una sorta di PNRR per l’ambiente, la lotta al dissesto idrogeologico e l’housing sociale».
Il presidente Giani all’assemblea dei sindaci: «Credo nella Toscana dei Comuni»
«Credo nella Toscana dei Comuni e credo che ci debba essere questa bella alleanza che abbiamo visto anche stamani, per creare sempre più, attraverso l’utilizzo delle risorse disponibili, una Toscana capace di esaltare quella qualità della vita che serve ai cittadini e serve anche alla nostra regione per essere attrattiva verso l’esterno».
Le tre sfide secondo Giani: cambiamenti climatici, housing e sanità territoriale
Lo ha detto il presidente Eugenio Giani intervenuto in Palazzo Vecchio all’iniziativa di Anci. «Siamo chiamati ad affrontare insieme almeno tre sfide fondamentali – ha detto Giani -. Quella dei cambiamenti climatici che inducono una fragilità del territorio e quindi ecco la discussione con i Comuni sul piano di adattamento ai cambiamenti climatici, la legge sui Pacc che come Regione stiamo elaborando.
In secondo luogo massima attenzione sui temi dell’abitare, a questo proposito abbiamo proprio ieri approvato in Giunta la rimodulazione dei Fondi Europei che nelle maglie del Fesr ci portano a prevedere un fondo di 58 milioni. Vorrei destinare queste risorse al sostegno di quella fascia di persone che hanno un reddito tale da non rientrare immediatamente nelle graduatorie Erp, ma che sono in grave difficoltà di fronte ai prezzi del mercato.
E poi la sfida della sanità territoriale che ho lanciato ai sindaci con i quali è importante fare squadra su questo punto. Occorre infatti dare un’anima, con i servizi anche previsti dai Comuni, alle oltre 70 Case di Comunità che noi inaugureremo alla fine dei procedimenti previsti dal Pnrr».
L’appello di Giani al Governo per i tempi di chiusura delle opere Pnrr
Sempre a proposito del Piano nazionale di ripresa e resilienza e dei tempi stringenti che in alcuni casi mettono a rischio il completamento delle opere, il presidente è tornato a fare appello al Governo: «Applicare procedure e tempi burocratici ordinari per un finanziamento a tempo è ingiusto – ha detto – bisogna consentire di terminare le opere già ben attivate, ma che magari necessitano di due o tre mesi in più per il loro completamento».
Politiche ambientali: il modello della “città spugna”
Proprio sul fronte delle politiche ambientali, Cenni ha sottolineato la necessità di proseguire il confronto e la collaborazione sul sistema di prevenzione, sugli investimenti e sulla gestione del rischio idraulico e idrogeologico. «Sono necessari investimenti nel verde urbano; il modello è quello della “città spugna”, con infrastrutture verdi, materiali permeabili e sistemi di gestione dell’acqua, bacini, giardini pluviali e casse di espansione».
L’emergenza abitativa: il ruolo dei Comuni nella governance
Altro tema caldo, le politiche per la casa. «L’emergenza abitativa è uno dei grandi temi delle politiche europee, nazionali e regionali, al quale abbiamo dato e vogliamo continuare a dare un contributo concreto – ha chiarito Cenni -. Bisogna rafforzare il ruolo dei Comuni nella governance delle politiche abitative, accompagnare gli interventi ‘fisici’ con una risposta integrata sociale, attenta ai diversi profili di bisogno. La povertà abitativa è purtroppo una condizione diffusa, che dobbiamo contrastare con ogni mezzo, occorre incrementare in maniera consistente i finanziamenti statali per la costruzione di nuovi alloggi Erp.
Anche il tema della rigenerazione urbana affrontato durante l’assemblea dei sindaci
Anci vede inoltre nella rigenerazione urbana uno dei temi chiave per la transizione ecologica. «Con la Regione, abbiamo fatto un bel lavoro per il recupero di spazi esistenti nelle città e sul territorio – ha ricordato Cenni -. In particolare, forti dell’esperienza come capofila di due progetti europei, abbiamo lanciato la proposta di creare un Centro di competenze regionale sugli usi transitori nella rigenerazione urbana, per creare spazi partecipativi e inclusivi, attraverso il ricorso agli usi transitori».
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