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Home » Cronaca » Agricoltura toscana, ad Alberese le prime dighe mobili che trattengono l’acqua dell’Ombrone

Agricoltura toscana, ad Alberese le prime dighe mobili che trattengono l’acqua dell’Ombrone

Giugno 18, 2026 da redazione Lascia un commento

Realizzate dal Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud, danno il via a un sistema di irrigazione collettiva all’avanguardia

Una giornata fondamentale per il futuro rurale e produttivo della Maremma. Ad Alberese è stato tagliato stamani il nastro delle prime due dighe mobili del nuovo comprensorio irriguo realizzate dal Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud, un traguardo storico che dà il via a un sistema di irrigazione collettiva all’avanguardia. Un intervento strategico per la Maremma e l’agricoltura toscana.

Agricoltura, il taglio del nastro ad Alberese per le prime dighe mobili che trattengono l'acqua dell'Ombrone

Sono realizzate grazie a un finanziamento di 1,14 milioni di euro stanziato dal Mit attraverso la Regione

La giornata ha celebrato la conclusione dei primi, attesi lavori che hanno visto la nascita e l’attivazione dei due sbarramenti flessibili posizionati sui canali Padulino e Barbicato. Queste prime due strutture, realizzate grazie a un finanziamento di 1,14 milioni di euro stanziato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti attraverso la Regione Toscana, permettono già di trattenere rispettivamente 17.000 e 10.000 metri cubi d’acqua. 

Come funziona l’innovativo sistema a supporto dell’agricoltura toscana

Il loro funzionamento innovativo consente di gonfiare le barriere in gomma durante la stagione calda per utilizzare l’acqua dolce proveniente dal fiume Ombrone, trasformando i canali di bonifica in veri e propri serbatoi lineari a cielo aperto, senza alcun rischio idraulico in caso di piene improvvise. È solo la prima fase di un progetto importante che punta sull’irrigazione collettiva, all’interno di un’area di straordinario valore naturalistico come quella del Parco della Maremma.

Chi era presente al taglio del nastro

A tagliare il nastro sono stati il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, l’assessore regionale all’Economia, Attività Produttive, Agricoltura e Turismo Leonardo Marras, il direttore generale di Anbi nazionale Massimo Gargano, il presidente di Anbi Toscana Paolo Masetti e, per il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud, il presidente Federico Vanni e il direttore generale Fabio Zappalorti, che è anche dg di Anbi Toscana. Importante anche la presenza delle istituzioni locali: per il Comune di Grosseto era presente la consigliera Simonetta Baccetti, per il Parco della Maremma la consigliera Laura Cutini.

In arrivo anche la terza diga mobile che sorgerà sul canale Essiccatore principale: consentirà di stoccare 139.000 metri cubi d’acqua

Subito dopo l’inaugurazione e la spiegazione del progetto, a cura di Roberto Tasselli, direttore dell’area irrigazione e contratti di Cb6, i riflettori si sono spostati sul futuro immediato del comprensorio. Il Consorzio ha infatti annunciato ufficialmente l’ottenimento di un nuovo e decisivo finanziamento da 1,6 milioni di euro da parte della Regione Toscana, attraverso il bando del Complemento per lo sviluppo rurale (Csr) 2023-2027.

Questi fondi serviranno a realizzare l’opera più imponente dell’intero sistema: la terza diga mobile che sorgerà sul canale Essiccatore principale. Questa struttura, alta ben 3,3 metri, da sola consentirà di stoccare altri 139.000 metri cubi d’acqua, portando la capacità complessiva del sistema a oltre 166.000 metri cubi. A regime, entro il 2027, l’intera infrastruttura garantirà una risorsa idrica costante a ben 98 aziende agricole distribuite su oltre 1.100 ettari di terreno, contrastando l’intrusione del cuneo salino e tutelando l’equilibrio ambientale dell’area contigua al Parco Regionale della Maremma.

Giani/Dika: «Un intervento strategico per il futuro della Maremma e dell’agricoltura toscana»

«Le prime due dighe mobili inaugurate ad Alberese – sottolineano il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e il sottosegretario alla Presidenza Bernard Dika – sono un intervento strategico per il futuro della Maremma e dell’agricoltura toscana. Investire nella gestione della risorsa idrica significa dare risposte concrete alle imprese agricole, contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e tutelare un territorio di straordinario valore ambientale come quello del nostro parco regionale della Maremma. L’attivazione di questo nuovo sistema irriguo e il finanziamento per la realizzazione della terza diga mobile dimostrano come la Toscana stia lavorando con visione e programmazione, affiancando i Consorzi di Bonifica e le comunità locali nella costruzione di infrastrutture innovative e sostenibili».

Marras: «L’irrigazione collettiva è una scelta strategica per la Maremma e per l’intera Toscana»

«L’inaugurazione delle prime due dighe mobili di Alberese – aggiunge Leonardo Marras, assessore regionale all’Agricoltura – rappresenta un risultato concreto della capacità della Toscana di programmare e investire in infrastrutture utili alle imprese agricole e alla tutela del territorio. In un contesto segnato dai cambiamenti climatici e dalla crescente pressione sulla risorsa idrica, garantire acqua alle aziende significa sostenere competitività, reddito e occupazione, ma anche preservare l’equilibrio ambientale di un’area straordinaria come quella del Parco della Maremma. Il finanziamento regionale per la realizzazione della terza diga mobile conferma la volontà di proseguire su questa strada: quella di un’agricoltura moderna, sostenibile e capace di affrontare le sfide future attraverso innovazione, collaborazione istituzionale e investimenti mirati. L’irrigazione collettiva è una scelta strategica per la Maremma e per l’intera Toscana».

Gargano (Anbi): «Garantirà, tramite l’irrigazione collettiva, maggiori certezze produttive e di reddito alle locali aziende agricole»

«In attesa delle comunque necessarie opere infrastrutturali – spiega Massimo Gargano, direttore di Anbi nazionale – la resilienza delle comunità parte dall’adattamento alla crisi climatica. La soluzione oggi inaugurata a servizio della Piana di Alberese, grazie ad innovativi sbarramenti flessibili garantirà, tramite l’irrigazione collettiva, maggiori certezze produttive e di reddito alle locali aziende agricole, favorendone la permanenza ed assicurando quindi la manutenzione di un’area di particolare pregio. Con il completamento delle progettualità infrastrutturali si riuscirà poi anche a contrastare efficacemente la risalita del cuneo salino, costante minaccia per i territori litoranei».

Masetti (Anbi Toscana): «Siamo di fronte a un intervento che si può definire un vero e proprio capolavoro di ingegneria e resilienza»

«Quello che abbiamo inaugurato oggi è un esempio concreto dell’evoluzione tecnologica dei Consorzi di Bonifica toscani – afferma Paolo Masetti, presidente di Anbi Toscana – enti che si confermano ormai sempre più strategici non solo nel contrasto agli eventi alluvionali, ma anche nel ruolo di programmatori e gestori della risorsa idrica. Questo intervento è particolarmente significativo anche perché trasforma un canale in un serbatoio lineare e dinamico. Siamo di fronte a un intervento che si può definire un vero e proprio capolavoro di ingegneria e resilienza.

Siamo orgogliosi del traguardo del Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud, che unisce innovazione tecnologica a massima tutela ambientale in un’area protetta di inestimabile valore. Oggi si fa spesso riferimento alla rigenerazione urbana: in questo caso mi piace parlare di rigenerazione idraulica. Questa è la bonifica che ci piace: in Toscana le sinergie fra enti diversi si traducono in cantieri conclusi, nuovi finanziamenti intercettati e risposte efficaci per la sopravvivenza delle aziende agricole e contro l’avanzata del cuneo salino».

Vanni (Cb6): «La strada dell’irrigazione collettiva è l’unica via possibile per sostenere la nostra agricoltura»

«La strada dell’irrigazione collettiva è l’unica via possibile per sostenere la nostra agricoltura e, al tempo stesso, salvaguardare un ambiente prezioso come il Parco della Maremma – ricorda Federico Vanni, presidente del Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud – Oggi più che mai serve un impegno sempre maggiore per l’agricoltura e l’irrigazione della Maremma: ce lo impongono i cambiamenti climatici, ce lo impone l’essenza stessa delle nostre istituzioni, che sono consorzi di bonifica e di irrigazione. La Piana di Alberese si trovava in una situazione estremamente difficile dal punto di vista dell’approvvigionamento idrico – aggiunge il presidente – ma quando questo progetto sarà completato crediamo che la situazione potrà essere migliore.

Per questo primo traguardo e per il prossimo che andremo a realizzare, voglio rivolgere un sincero ringraziamento a tutta la struttura del Consorzio, che ha portato a termine questo progetto in una zona non semplice, soggetta a un’importante salinizzazione per la vicinanza del mare. E un grazie va anche alle aziende della Piana di Alberese, che con coraggio ci stanno accompagnando in un percorso di cambiamento importante».

Zappalorti (Anbi Toscana/Cb6): «Invasi e grandi stoccaggi idrici a lungo termine, soluzioni definitive per le problematiche dell’agricoltura»

«Questo risultato è il frutto del grande impegno profuso dalla nuova Area Irrigazione del Consorzio, quella che possiamo già considerare una scommessa vinta – aggiunge Fabio Zappalorti, nella doppia veste di direttore generale di Cb6 e di Anbi Toscana – I consorzi e Anbi stanno sempre più lavorando per l’irrigazione, riconoscendola come pilastro per la sovranità alimentare e la tenuta dei territori». Nuove strategie per l’irrigazione non significano però abbandonare i progetti degli invasi.

«Noi crediamo fermamente nella strategia degli invasi e dei grandi stoccaggi idrici a lungo termine, come soluzioni definitive per le problematiche dell’agricoltura – riflette Zappalorti – anzi crediamo che la Toscana del Sud soffra per la mancanza di un grande invaso sul modello di Bilancino e Montedoglio. Ma i tempi delle grandi opere sono lunghi: dobbiamo cercare in ogni modo di sostenere le aziende agricole oggi con soluzioni intelligenti e pronte all’uso, come queste dighe mobili, affinché le nostre imprese siano ancora in vita quando gli invasi finalmente arriveranno».

Baccetti (Comune di Grosseto): «Garantire una maggiore disponibilità di acqua alle aziende agricole significa sostenere un settore che costituisce una delle eccellenze della Maremma»

«Portando il saluto del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e dell’Amministrazione comunale di Grosseto – sottolinea la consigliera comunale Simonetta Baccetti – esprimo il nostro apprezzamento per un progetto che rappresenta un investimento concreto sul futuro del territorio. La realizzazione del sistema di dighe mobili ad Alberese è il risultato di una visione lungimirante che coniuga sviluppo, sostenibilità e attenzione alle esigenze del comparto agricolo. In un contesto segnato dai cambiamenti climatici e dalla crescente necessità di una gestione efficiente delle risorse idriche, opere come questa assumono un valore strategico per l’intera comunità». «Garantire una maggiore disponibilità di acqua alle aziende agricole – prosegue – significa sostenere un settore che costituisce una delle eccellenze della nostra Maremma, tutelando al contempo il patrimonio ambientale che rende unico questo territorio.

Per questo guardiamo con favore ai risultati già raggiunti e all’importante finanziamento ottenuto per il completamento dell’opera. Rivolgo un sincero ringraziamento al Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud, alla Regione Toscana e a tutti i soggetti coinvolti per l’impegno e la collaborazione dimostrati. Quando istituzioni, enti e territorio lavorano insieme con obiettivi condivisi, si creano le condizioni per uno sviluppo duraturo e per una crescita capace di guardare alle esigenze delle generazioni future».

Rusci (Parco della maremma):«Recuperare il reticolo idrico per finalità legate all’agricoltura significa anche lavorare sul mantenimento degli habitat agricoli»

Simone Rusci, presidente del Parco della Maremma, sottolinea l’importanza dell’opera: «Recuperare il reticolo idrico per finalità legate all’agricoltura significa anche lavorare sul mantenimento degli habitat agricoli, che sono tra i più fragili, come confermato dagli studi di Ispra. La loro tutela, anche attraverso l’irrigazione, è un elemento strategico non solo per la rilevanza economica e paesaggistica di questi ambienti, ma anche per quella conservazionistica, perché va a tutelare e mantenere la biodiversità. Anche in questo senso, quindi, la collaborazione tra Parco della Maremma e Consorzio di Bonifica 6 Toscana sud, sempre più stretta negli ultimi anni, riveste un ruolo strategico prioritario e continua a dare frutti importanti per la gestione e la conservazione del territorio».

Archiviato in:Cronaca Contrassegnato con: agricoltura, Consorzi di Bonifica, Grosseto, Irrigazione

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