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Home » Cronaca » Pronto soccorso di Arezzo, Bettini (Anpas Toscana): «Volontariato già parte integrante del servizio sanitario pubblico»

Pronto soccorso di Arezzo, Bettini (Anpas Toscana): «Volontariato già parte integrante del servizio sanitario pubblico»

Giugno 30, 2026 da redazione 1 commento

Il presidente delle Pubbliche Assistenze della Toscana sul tema della gestione dei codici minori al pronto soccorso di Arezzo

«Il volontariato organizzato non rappresenta un elemento estraneo al sistema sanitario regionale, ma ne costituisce da decenni una componente essenziale. Per questo riteniamo importante riportare il dibattito sul piano dei fatti e non delle contrapposizioni ideologiche». Così Dimitri Bettini, presidente di Anpas Toscana, interviene sul percorso sperimentale avviato dall’Azienda USL Toscana Sud Est per la gestione dei codici minori al pronto soccorso di Arezzo.

Anpas Toscana, il presidente Dimitri Bettini

«Volontariato già pienamente inserito nella rete pubblica della sanità toscana»

«Le associazioni di volontariato – prosegue Bettini – operano quotidianamente nell’emergenza-urgenza del servizio sanitario regionale grazie a un impianto normativo ultra decennale. Gestiscono il sistema di soccorso territoriale, gli equipaggi delle ambulanze, i trasporti sanitari e collaborano con le centrali operative. Si tratta quindi di soggetti che sono già pienamente inseriti nella rete pubblica della sanità toscana».

Secondo il presidente di Anpas Toscana, la scelta dell’Azienda sanitaria va letta proprio in questa prospettiva. «Sono state le nostre associazioni di Pubblica Assistenza a dare un impulso verso la nazionalizzazione degli ospedali a partire dagli anni 60. Siamo stati parte attiva nella costruzione della legge istitutiva del servizio sanitario nazionale. Non torniamo indietro certo oggi sui valori universalistici della salute e della cura. Nel dare avvio a questa fase sperimentale sarebbe stato possibile affidarsi anche a un soggetto privato. L’Azienda ha invece scelto di valorizzare una realtà che è già parte del sistema pubblico attraverso il regime delle convenzioni e che da sempre contribuisce a garantire i servizi di emergenza sul territorio. È un elemento che merita di essere considerato con attenzione».

La sperimentazione al pronto soccorso di Arezzo organizzata diversamente ma sempre con l’obiettivo di dare risposte rapide

Bettini ricorda inoltre che esperienze analoghe sono già presenti in altre realtà regionali. «In diverse Aziende sanitarie della Toscana i codici minori vengono già gestiti attraverso il Punto di Intervento Rapido (PIR), un modello che ha consentito di alleggerire la pressione sui pronto soccorso e migliorare la presa in carico dei pazienti. Ad Arezzo la sperimentazione presenta una modalità organizzativa diversa, perché la gestione avviene direttamente all’interno del pronto soccorso, ma l’obiettivo rimane lo stesso: utilizzare al meglio tutte le professionalità disponibili per rendere più efficiente la risposta ai cittadini».

«Le sperimentazioni – conclude Bettini – devono naturalmente essere monitorate e valutate sulla base dei risultati, della qualità delle cure e della sicurezza dei pazienti. Ma è importante riconoscere che il volontariato organizzato non sostituisce il servizio sanitario pubblico: ne è parte integrante e contribuisce ogni giorno, insieme ai professionisti del sistema sanitario regionale, a garantire il diritto alla salute dei cittadini toscani».

Archiviato in:Cronaca

Interazioni del lettore

Commenti

  1. GIUSEPPE RICCI dice

    Luglio 3, 2026 alle 9:08 am

    Cioè il meglio che sapete offrire sono medici gettonisti ultrasettantenni già cacciati dal altre Regioni?
    Cacchio che collaborazione.

    Rispondi

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