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Home » Cronaca » Sanità territoriale: il modello di integrazione sociosanitaria riparte dai territori

Sanità territoriale: il modello di integrazione sociosanitaria riparte dai territori

Luglio 1, 2026 da redazione 1 commento

Il punto a Firenze durante l’iniziativa promossa da Regione Toscana e Anci Toscana

In campo sociosanitario il modello Toscana è ancora tra i più avanzati del Paese in tema d’integrazione tra sanità e servizi sociali, grazie al percorso di costruzione del sistema sociosanitario integrato, avviato nel 2005 e fondato su Società della Salute, Convenzioni sociosanitarie e Piani Integrati di Salute, ma sono diverse le sfide aperte, che possono essere affrontate solo in modo integrato fra Regione, Asl, Comuni, con governance multilivello e con task force che vedono la partecipazione di tutti i soggetti pubblici, in collaborazione con gli Enti del Terzo settore.  È quanto emerge dall’iniziativa “Ripartire dai territori. Sanità, sociale e la sfida dell’integrazione”, promossa da Regione Toscana e Anci Toscana che ha fatto il punto sul tema della sanità territoriale.

Giani:«Momento cruciale della riforma della sanità territoriale: la sfida della mia seconda legislatura sarà costruire un modello robusto di assistenza diffusa»

«Siamo in un momento cruciale della riforma della sanità territoriale e la sfida di questa mia seconda legislatura sarà quella di costruire un modello robusto di assistenza diffusa – ha affermato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani -. In Toscana siamo comunque avanti: nella presenza dei medici di famiglia nelle case di comunità e nei punti di intervento rapido, alternativa per i codici minori  ai pronto soccorso degli ospedali, nei servizi di diagnostica di base che queste nuove strutture sapranno offrire e che saranno ulteriormente valorizzate dall’uso delle nuove tecnologie, come la telemedicina, per consulti e referti da remoto.

La Toscana ha dimostrato di essere un esempio nazionale di efficienza per aver rispettato i tempi del Pnrr nella realizzazione, entro giugno, delle settanta case di comunità e ventitré ospedali di comunità programmati. Le case di comunità diventano il riferimento per i cittadini per servizi di diagnostica di base offerti, i prelievi e le attività sociali, per parlare con il proprio medico di famiglia (il tuo o chi lo sostituisce) oppure con uno specialista».

Cenni (Anci Toscana): «Valorizzare ulteriormente uno dei principali punti di forza del modello toscano a partire dal rilancio delle conferenze zonali dei sindaci»

«Per garantire il diritto alla salute è necessario ripartire dai territori: la salute dipende da molteplici fattori e gli enti locali svolgono un ruolo fondamentale nell’individuare i bisogni, programmare le risposte, monitorare gli esiti – ha detto Susanna Cenni, presidente di Anci Toscana -. Il sistema si trova oggi ad affrontare due grandi sfide: da un lato, l’evoluzione dei bisogni della popolazione; dall’altro, la conclusione dei programmi del Pnrr dedicati alla salute e al welfare che hanno contribuito ad aggiornare il sistema toscano dell’assistenza territoriale e fissato l’impegno a rafforzare, sotto l’indirizzo della Regione, i rapporti tra aziende sanitarie e territori. L’attuazione del Dm 77/2022 e il suo recepimento nel modello toscano, consolida i punti di forza della Regione; tuttavia, il successo della riforma dipenderà dalla capacità di rendere operative Case della Comunità, Cot, Pua, Ospedali di Comunità in risposta ai bisogni reali dei cittadini.

Negli anni abbiamo costruito solide basi su cui proseguire, come l’Osservatorio Sociale Regionale, nato dalla collaborazione tra Anci Toscana, Federsanità e Regione, che mette a disposizione dati e analisi condivise a cui si aggiungono tutti i 28 Piani Integrati di Salute approvati dalle zone. Ora è necessario valorizzare ulteriormente uno dei principali punti di forza del modello toscano: i luoghi e gli strumenti della programmazione dei servizi integrati sanitari, sociosanitari e sociali, a partire dal rilancio delle conferenze zonali dei sindaci, integrate dai rappresentanti delle Asl, che devono diventare sempre più luogo del confronto e dell’integrazione sociosanitaria».

Monni: «Oggi rinnoviamo un patto con i Comuni: apriamo una cabina di regia ed apriremo molti tavoli per analizzare i problemi»

«Nuovi bisogni di salute ci spingono a cambiare il modello di assistenza, spinti dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento delle malattie croniche – ha sottolineato l’assessora regionale al diritto alla salute Monia Monni -. Case ed ospedali di comunità diventano l’architrave di questo nuovo sistema. Ne abbiamo realizzate settanta con il Pnrr, ne nasceranno almeno altre dieci entro la fine dell’anno e saranno nodi di una rete che deve essere sempre più interconnessa.

Dire di voler ripartire dai territori non è retorica ed oggi rinnoviamo un patto con i Comuni: apriamo una cabina di regia ed apriremo molti tavoli per analizzare i problemi che stanno emergendo, perché la politica deve anticiparne l’evoluzione e provare a offrire risposte prima che i problemi diventino importanti. Il passaggio da un’impostazione “ospedale-centrica” a una dove si valorizza la sanità territoriale necessita di un’operazione di ricucitura, senza disperdere il grande valore della specializzazione. E la moltiplicazione delle porte di accesso per il cittadino al sistema sanitario avranno bisogno anche di una educazione all’uso di questi nuovi strumenti».

I dati e il contesto: bisogni multidimensionali in una delle regioni più “anziane” d’Italia

La multidimensionalità dei bisogni trova riscontro nella spesa sociale dei Comuni: sul fronte degli investimenti sociali, la Toscana conferma un livello di spesa superiore alla media nazionale. Nel 2022 i Comuni toscani hanno destinato ai servizi sociali 167 euro pro capite, contro una media italiana di 150 euro (era di 114 euro nel 2013), collocando la regione tra quelle che investono maggiormente nel welfare locale come emerge dal Rapporto Salute e Territorio 2026 di Federsanità e Ifel presentato nel corso dell’iniziativa.

Analizzando gli altri dati, la regione è una delle più “anziane” d’Italia: secondo il Rapporto Federsanità-Ifel gli over 65 rappresentano il 26,5% dei residenti (media nazionale 24,3%), mentre l’indice di dipendenza (il rapporto percentuale tra la popolazione in età non attiva e quella attiva), raggiunge il 60,7%, segnale della crescente pressione sul sistema di welfare territoriale. Secondo i dati dell’Osservatorio Sociale Regionale, inoltre, risultano oltre 31.500 le persone con disabilità in età 0-64 in carico al servizio sociale professionale, con una prevalenza dell’1,17%.

Gugliotti (Anci Toscana): «Indispensabile accompagnare i territori con strumenti adeguati e monitorare l’attuazione del modello regionale della sanità territoriale»

«La lezione della pandemia e gli indirizzi nazionali e regionali confermano la centralità della sanità territoriale e dell’integrazione sociosanitaria – ha aggiunto Giuseppe Gugliotti, delegato Anci Toscana alla sanità e sindaco di Sovicille -. Una sfida che richiede una governance multilivello: nessun ente può operare da solo. Nel tempo, le Zone e le Società della Salute hanno assunto funzioni sempre più ampie, diventando un’interfaccia diretta ministeriale, con nuove responsabilità nell’attuazione del Pnrr.

Questa evoluzione rende indispensabile accompagnare i territori con strumenti adeguati, investendo in programmazione integrata, rafforzando il ruolo delle conferenze dei sindaci integrate e delle competenze per renderle efficaci e operative, puntando sulla sperimentazione di strumenti di co-programmazione e amministrazione condivisa. Allo stesso tempo è necessario consolidare la governance, monitorare l’attuazione del modello regionale della sanità territoriale e garantire un presidio stabile sui temi più strategici: non autosufficienza, disabilità, salute mentale, inclusione socio-lavorativa, pronto intervento sociale».

Archiviato in:Cronaca Contrassegnato con: ANCI Toscana, Regione Toscana, Sanità territoriale

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  1. Agricoltura Toscana: Anci Toscana porta la nuova tappa di "Idee in campo" a Fivizzano - L'Eco di Toscana ha detto:
    Luglio 2, 2026 alle 10:35 am

    […] e delegato alle Politiche Agricole di Anci Toscana. Con questa iniziativa, il Tavolo Agricoltura dell’associazione prosegue il suo viaggio nelle diverse aree della regione, promuovendo un ciclo di incontri dedicati […]

    Rispondi

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