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Home » Cronaca » Infermieri e competenze: «La riconoscibilità va oltre la divisa»

Infermieri e competenze: «La riconoscibilità va oltre la divisa»

Settembre 19, 2026 da redazione Lascia un commento

La riflessione di Roberto Romano, consigliere di Opi Firenze Pistoia

Infermieri e competenze, un tema importante da affrontare. La riflessione arriva da Roberto Romano, consigliere dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Firenze e Pistoia. Scaturisce dopo diversi casi di cronaca in cui operatori di ambulanza, volontari o soccorritori, sono stati scambiati per l’ennesima volta per infermieri.

La riconoscibilità degli infermieri oltre la divisa

«Per molto tempo la riconoscibilità delle professioni sanitarie è stata affidata soprattutto a elementi esteriori: divisa, colore, camice, distintivo – spiega Romano – . Segni immediati, certamente utili per consentire al cittadino di identificare chi ha di fronte. Insufficienti però a definire chi è un professionista e cosa è realmente in grado di fare. La vera riconoscibilità dell’infermiere non può, infatti, esaurirsi nella divisa che indossa. Deve emergere dalla competenza con cui agisce, dalle decisioni che assume, dalla responsabilità che esercita e dai risultati che produce nell’assistenza alla persona».

La competenza infermieristica rende riconoscibile la professione

«Una divisa non racconta il livello di preparazione di chi la indossa – prosegue -. Non descrive, a priori, la capacità di riconoscere precocemente un deterioramento, stabilire priorità assistenziali, gestire tecnologie, interpretare informazioni cliniche. E ancora, pianificare interventi, rivalutare una persona e modificare conseguentemente il proprio comportamento professionale. In altre parole, la divisa rende visibile il professionista, ma è la competenza a renderne visibile il valore. Ed è proprio su questa seconda forma di riconoscibilità che la professione infermieristica dovrebbe investire sempre di più.

L’infermiere diventa riconoscibile quando il cittadino comprende che quella figura non è semplicemente presente accanto al paziente: valuta, identifica problemi, formula giudizi professionali e diagnosi infermieristiche, decide, interviene, verifica gli effetti delle proprie decisioni e ne assume la responsabilità. È un cambiamento culturale profondo. Significa spostare il centro della rappresentazione professionale dall’immagine alla funzione, dal ruolo dichiarato alla competenza dimostrata».

Conoscenze, ragionamento clinico e responsabilità professionale

«Ma la professionalità infermieristica non può essere ridotta a una sommatoria di prestazioni – aggiunge -. La competenza è qualcosa di molto più articolato. È la capacità di integrare conoscenza scientifica, esperienza, capacità tecnica, ragionamento clinico, comunicazione, relazione, organizzazione e responsabilità professionale all’interno di una situazione concreta. La differenza non sta soltanto nel saper fare qualcosa, ma nel sapere quando farla, perché farla, quando non farla e come valutarne gli effetti. È qui che una professione diventa realmente riconoscibile».

La riconoscibilità degli infermieri nelle organizzazioni

«La riconoscibilità professionale non può, però, essere richiesta soltanto al cittadino. Deve essere presente anche all’interno delle organizzazioni. Infine – conclude – c’è una dimensione comunicativa: se continuiamo a raccontare l’infermiere prevalentemente attraverso ciò che “esegue” continueremo inevitabilmente a costruire nell’immaginario collettivo una professione definita soprattutto attraverso le attività».

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