Le lauree in geologia escluse dal concorso Ripam per 882 specialisti tecnici (St) destinati alle pubbliche amministrazioni, nonostante tra le materie e le competenze previste per il profilo rientrino ambiti strettamente legati alla gestione dei rischi naturali e alla sicurezza del territorio. Una contraddizione che ha indotto il Consiglio Nazionale dei Geologi a richiedere un riesame dei requisiti di accesso al bando, richiesta alla quale si unisce anche l’Ordine dei Geologi della Toscana. I quasi novecento posti sono destinati a coprire il fabbisogno di personale delle Regioni e degli enti locali del Mezzogiorno.

«È una contraddizione da affrontare – sottolinea Marcello Brugioni, presidente dell’Ordine dei Geologi della Toscana –. Si punta a rafforzare gli organici tecnici delle pubbliche amministrazioni e, nello stesso tempo, si escludono dai requisiti di accesso professionalità con competenze specifiche proprio sulle materie che riguardano la conoscenza e la prevenzione dei rischi naturali. La prevenzione non comincia quando si verifica un’emergenza – prosegue –. Comincia dalla conoscenza del territorio e dalla capacità delle amministrazioni di utilizzarla nelle proprie scelte: per questo le competenze geologiche devono trovare spazio anche negli organici tecnici pubblici».
Bando Ripam 882 specialisti tecnici: i titoli richiesti
Il concorso, pubblicato lo scorso 24 agosto e indetto dal Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, non comprende infatti tra i titoli richiesti le lauree in Scienze geologiche (L-34) e Scienze e tecnologie geologiche (LM-74). Il profilo di specialista tecnico prevede invece competenze in materia di dissesto idrogeologico, instabilità dei versanti, pericolosità sismica, erosione costiera, vulnerabilità delle risorse idriche, trasformazione del suolo, pianificazione territoriale e realizzazione di infrastrutture.
La richiesta dell’Ordine dei Geologi della Toscana
Anche se la Toscana non figura tra le regioni interessate dalla procedura, l’Ordine dei Geologi regionale sostiene la richiesta di riesame dei requisiti del concorso, affinché tra i titoli di accesso siano ricomprese anche le lauree geologiche. «Non è soltanto una questione professionale – conclude Brugioni –. È una questione che riguarda il modo in cui le istituzioni scelgono di affrontare la prevenzione e la sicurezza del territorio. Se si rafforzano le strutture pubbliche chiamate a prevenire i rischi, le competenze geologiche devono necessariamente esserne parte».
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