Dal 29 agosto al 6 settembre l’infrastruttura trecentesca ospita documenti d’epoca medicea e lorenese in concomitanza con la Sagra della Granocchia
Ritratti dei granduchi, bandi, provvisioni, ordini e libri antichi capaci di raccontare il passaggio di Paganico dalla Toscana medicea a quella lorenese, svelando uno spaccato fondamentale della storia maremmana. Sabato 29 agosto, alle ore 17.30, la Torre Senese di Paganico inaugura la mostra d’epoca che resterà visitabile fino al 6 settembre. Un appuntamento dal forte valore simbolico che unisce la valorizzazione del patrimonio storico alla memoria dell’architetto Francesco Tiezzi, che negli anni Settanta acquistò e restaurò la struttura per aprirla all’intera comunità.

Il nuovo corso della Torre Senese nelle Case della memoria
L’ingresso ufficiale della Rocca Senese di Paganico nella rete nazionale delle Case della memoria rappresenta un passaggio decisivo per la tutela di un monumento che intreccia valore architettonico, archivistico e umano. Come sottolineato dalla sindaca di Civitella Paganico, Alessandra Biondi, la giornata celebrativa intende restituire il profondo legame tra l’edificio e la cittadinanza, rafforzato prima dall’opera dell’architetto Tiezzi e portato avanti oggi dal figlio Paolo Tiezzi Maestri. Per suggellare questo riconoscimento e la gratitudine del territorio, la piazza ai piedi della struttura verrà intitolata alla memoria di Francesco Tiezzi.
Dai bandi medicei alla bonifica della Maremma
Il percorso espositivo allestito all’interno del monumento inserito nelle Case della memoria guida i visitatori tra testimonianze di epoche diverse. Accanto ai ritratti dei granduchi della famiglia Medici figurano atti del periodo lorenese, teche con volumi antichi dell’Ottocento, un autografo del granduca Leopoldo II e il regolamento di polizia del 1849, redatto all’indomani dei moti del ’48. Di particolare rilevanza la grande notificazione del Governo lorenese per la realizzazione del canale diversivo di Roselle, un’opera idraulica imponente che prevedeva la gestione degli alloggi per oltre 2.500 operai, a testimonianza del ruolo centrale di Paganico come porta della Maremma lungo la direttrice tra Siena e Grosseto.
L’evoluzione architettonica da fortificazione di confine a Palazzo del Principe
La storia del complesso affonda le radici nel Duecento, quando la Repubblica di Siena eresse un primo avamposto difensivo lungo la valle dell’Ombrone. A seguito della devastazione del 1328 ad opera di Castruccio Castracani, Siena riprogettò il sistema fortificato rendendolo uno snodo strategico meridionale. Con la caduta della Repubblica e il passaggio al Granducato di Toscana, la proprietà pervenne a don Antonio de’ Medici: la struttura perse gradualmente la funzione militare per trasformarsi in residenza e sede del potere locale, nota nella memoria storica come Palazzo del Principe. Negli anni Settanta l’allievo di Giovanni Michelucci, Francesco Tiezzi, ne curò il meticoloso restauro, mettendola a disposizione per eventi culturali e visite guidate.
Sabato 29 c’è l’inaugurazione e l’integrazione con la Sagra della Granocchia
La giornata di sabato 29 agosto si aprirà con i saluti istituzionali delle autorità locali, dei rappresentanti del Rotary Club Grosseto e della Società Bibliografica Toscana, seguiti da interventi storici dedicati a don Antonio de’ Medici, al fondo lorenese della Biblioteca di Paganico e alla rete delle Case della memoria. Dopo l’intitolazione ufficiale di Piazza dell’Erba a Francesco Tiezzi e l’apertura della mostra, la Torre Senese rimarrà visitabile per tutta la durata della Sagra della Granocchia, in programma dal 29 agosto al 6 settembre, coniugando la riscoperta archivistica con la tradizione gastronomica e il Palio rionale.
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