L’Associazione Nazionale Case della Memoria accoglie con favore la proclamazione del beato Rosario Angelo Livatino a Patrono dei Magistrati italiani, valorizzando il ruolo di Casa Livatino a Canicattì
L’Associazione Nazionale Case della Memoria esprime soddisfazione per la proclamazione del beato Rosario Angelo Livatino a Patrono dei Magistrati italiani.
Nella rete dell’Associazione è infatti presente anche Casa Livatino a Canicattì (Ag). Si tratta del luogo legato alla memoria del magistrato ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990.

Definito da Papa Leone XIV il “primo magistrato nella storia a essere riconosciuto come martire”, Livatino è stato beatificato il 9 maggio 2021.
Nell’iter che ha portato a proclamarlo patrono, è stato riconosciuto in lui un modello di riferimento e uno speciale intercessore per quanti ogni giorno amministrano la giustizia.
“Un riconoscimento di grande valore”
«La proclamazione di Rosario Livatino a Patrono dei Magistrati italiani è un riconoscimento di grande valore» . È questo il commento del presidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria. Adriano Rigoli.
«Questo rafforza ulteriormente il significato della sua casa – ha detto Rigoli – , luogo che non conserva soltanto il ricordo di un uomo e di un magistrato, ma è spazio di memoria civile» .

«Per la nostra Associazione è motivo di particolare soddisfazione vedere riconosciuto il valore di una figura che fa parte della rete. È importante che la sua testimonianza continui a essere conosciuta e trasmessa, soprattutto alle nuove generazioni» aggiunge il vicepresidente Marco Capaccioli.
Il progetto “Spazi di legalità – Luoghi di libertà”
Il riconoscimento assume un significato particolare anche alla luce del progetto “Spazi di legalità – Luoghi di libertà”, promosso dall’Associazione Nazionale Case della Memoria e presentato a Palermo lo scorso settembre.
Casa Livatino è infatti una delle tre realtà fondatrici della rete. A questa si aggiunge Casa del Beato Giuseppe Puglisi di Palermo e all’Associazione Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato di Cinisi.
Il progetto punta a mettere in relazione luoghi della memoria e testimonianze di chi ha dedicato la propria vita alla giustizia, alla libertà e ai diritti, trasformandoli in presìdi di educazione alla legalità e responsabilità civile.
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