• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Home
  • Città
    • Arezzo
    • Carrara
    • Firenze
    • Grosseto
    • Livorno
    • Lucca
    • Massa
    • Pisa
    • Pistoia
    • Prato
    • Siena
  • Contattaci

L'Eco di Toscana

Notizie in tempo reale dalla regione

  • Primo piano
  • Cronaca
  • Politica
  • Economia
  • Cultura
  • Tecnologia
  • Pronto Salute
  • Toscani in viaggio
Home » Economia » Crisi della pelletteria, Balducci (Cna): «Sul territorio resta poco del valore prodotto»

Crisi della pelletteria, Balducci (Cna): «Sul territorio resta poco del valore prodotto»

Febbraio 13, 2026 da redazione Lascia un commento

L’associazione chiede che le piccole imprese siano riconosciute come un’unica realtà ai tavoli di crisi

«Se, come illustrato da Irpet, il sistema moda dà lavoro a oltre un terzo degli addetti manifatturieri toscani ma pesa solo per poco più del 5% della ricchezza prodotta in regione vuol dire che qui si lavora tantissimo, ma che la parte più consistente dei guadagni finisce altrove, mentre a chi produce, imprese e lavoratori, resta una quota troppo bassa. In altre parole, qui si produce valore, ma a chi produce ne resta troppo poco».

A dirlo è Simone Balducci, presidente di CNA Federmoda Firenze  a margine del tavolo metropolitano convocato mercoledì dalla Città Metropolitana di Firenze, dal quale emerge un miglioramento nell’ultimo trimestre rispetto al picco negativo dei mesi precedenti, senza tuttavia segnali di ripresa tali da far presagire una rapida e consistente inversione di tendenza nella crisi della pelletteria. Il distretto della pelletteria di Firenze–Scandicci resta insomma centrale per il comparto del lusso internazionale, ma continua ad attraversare una fase di debolezza.

Simone Balducci, presidente di CNA Federmoda Firenze

«Senza una giusta remunerazione del lavoro, il sistema nel suo complesso non è sostenibile»: uno dei motivi della crisi della pelletteria secondo Balducci

«Se alla produzione arriva una quota troppo bassa del prezzo finale, le imprese non riescono a coprire i costi né a programmare investimenti. Senza una giusta remunerazione del lavoro, il sistema nel suo complesso non è sostenibile» prosegue Balducci. Un tema già affrontato nello studio realizzato da CNA Toscana con Fondazione Opera e Università di Firenze, presentato nel 2023.

!– wp:quote {“className”:”is-style-plain”} –>

Chiediamo che le imprese della moda fiorentina e toscana vengano riconosciute nei tavoli di crisi regionali come un’unica grande realtà produttiva.

Proprio il peso occupazionale del settore rende necessario, secondo CNA, un cambio di approccio nelle politiche di gestione della crisi. «Le imprese della moda fiorentina e toscana – sottolinea Balducci – hanno spesso pochi dipendenti ciascuna, ma se considerate nel loro insieme danno lavoro a migliaia di persone. Per questo chiediamo che vengano riconosciute e trattate insieme nei tavoli di crisi regionali come un’unica grande realtà produttiva, al pari delle principali vertenze industriali della regione, dalle acciaierie di Piombino all’ex Gkn».

Da gennaio a novembre 2025 nel settore della pelletteria 129 aziende artigiane hanno fatto ricorso alla cassa integrazione

A fotografare la situazione del comparto sono anche i dati sugli ammortizzatori sociali. Secondo i dati di Ebret, Ente bilaterale dell’artigianato toscano, da gennaio a novembre 2025 nel settore della pelletteria 129 aziende artigiane hanno fatto ricorso alla cassa integrazione, coinvolgendo 1.247 lavoratori, per un costo complessivo di oltre 1,8 milioni di euro. Numeri in calo rispetto allo stesso periodo del 2024 (-34% di aziende, -32% di lavoratori e -54% di spesa), un trend che si conferma anche a Scandicci, polo per antonomasia del comparto (-39% di aziende, -12% di lavoratori coinvolti e -35% di spesa).

Questi dati non raccontano una ripresa ma uno stallo pericoloso.

«Questi dati non raccontano una ripresa – sottolinea Balducci – ma uno stallo pericoloso. La diminuzione della cassa integrazione potrebbe essere letta come un segnale positivo, mentre molte imprese hanno semplicemente esaurito le settimane di ammortizzatori disponibili, sei mesi ogni due anni, oppure purtroppo non esistono più». Anche per questo CNA chiede inoltre che il tavolo metropolitano diventi operativo. «Una sede in cui si assumano decisioni e impegni concreti, allargando la platea degli attori coinvolti: rappresentanze delle imprese, sindacati, grandi marchi, istituzioni italiane e straniere ed enti formativi. Il distretto ha bisogno di scelte, non di attese», spiega Balducci.

La conferma della situazione di crisi della pelletteria nei dati di Movimprese–Infocamere

Un quadro che trova conferma nei dati di Movimprese–Infocamere. Nella Città Metropolitana di Firenze, nel 2025, le imprese artigiane attive nella pelletteria erano 2.180, il 5% in meno rispetto al 2024. Le cessazioni sono state invece 273, con un aumento del 14% su base annua. Un dato che assume un peso ancora maggiore se si considera che il 67% delle imprese artigiane della pelletteria toscana è concentrato nell’area fiorentina, dove si trova il principale polo del lusso regionale.

!– wp:quote {“className”:”is-style-plain”} –>

Occorre accompagnare l’artigianato verso produzioni autonome, con linee e marchi propri.

CNA propone anche di rafforzare l’autonomia industriale del comparto. «Nella pelletteria – conclude Balducci – chi produce in conto proprio oggi regge meglio. Per questo occorre accompagnare l’artigianato verso produzioni autonome, con linee e marchi propri, o quantomeno miste». Una scelta che, secondo CNA, deve andare di pari passo con una diversificazione della clientela: sia sul piano geografico, guardando a nuovi mercati internazionali, sia su quello industriale, puntando su brand emergenti e ampliando il portafoglio oltre le grandi griffe del lusso.

Archiviato in:Economia Contrassegnato con: Firenze, FirenzeToscana

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Barra laterale primaria

“We In Toscana”, tra immigrazione e asilo

Il percorso di formazione verrà replicato in tutte le province della … [Leggi Articolo...] info“We In Toscana”, tra immigrazione e asilo

Categorie

  • Cronaca
  • Cultura
  • Economia
  • Lifestyle
  • Politica
  • Primo piano
  • Pronto Salute
  • Sport
  • Tecnologia
  • Toscani in viaggio
  • Uncategorized

Seguici sui Social

  • Facebook

Contattaci

redazione@ecoditoscana.it

Tag

agricoltura Aisla Aisla Firenze anbi ANCI Toscana Anpas Toscana Arezzo artigiani astori botteghe brunello di montalcino Carrara CARUSO cerreto guidi Comuni Consorzi di Bonifica covid cultura edera ferragosto Firenze FirenzeToscana firenze toscana food Grosseto infermieri Livorno Lucca Massa memoria pelletteria Piccoli Comuni Pisa Pistoia Prato Regione Regione Toscana Renai sapaf scandicci sci Siena Sla Toscana volontariato

Web e Tecnologia

Turismo a Firenze: come trovare parcheggio nel centro storico con un click

Bigliettazione integrata: i sistemi contactless di Aep Ticketing solutions sono i primi certificati Bancomat in Italia

Sentire con le mani: la ricerca dell’Università di Pisa sulla Realtà aumentata applicata alla chirurga

Trasporto pubblico in Liguria: c’è Aep dietro la rivoluzione della bigliettazione elettronica su tutta la rete

Aep (Signa, Fi) porta a segno il progetto per il trasporto pubblico in Polonia 

“We In Toscana”, tra immigrazione e asilo

Il percorso di formazione verrà replicato in tutte le province della Regione Prendono il via il 9 novembre (ore 9.30-13.30) a Firenze (Saloncino delle Murate, in via dell’Agnolo 1/a), gli incontri a cura di Anci Toscana nell’ambito del progetto “We In … Leggi di più info“We In Toscana”, tra immigrazione e asilo

Turismo in Toscana

Piazze Aperte, ad Altopascio una mattinata dedicata ai beni confiscati alle mafie

In programma anche la firma del Patto degli amministratori toscani sulla legalità Approfondire il ruolo dei Comuni nella valorizzazione e nella restituzione alla collettività dei beni confiscati, attraverso esperienze concrete di riutilizzo sociale e di … Leggi di più infoPiazze Aperte, ad Altopascio una mattinata dedicata ai beni confiscati alle mafie

“L’Arno che verrà”: a Pisa un confronto sul futuro del fiume

L’evento è in programma il 5 novembre. Tanti i temi di discussione, dalla prevenzione del rischio idraulico alla tutela del territorio Il futuro dell’Arno protagonista a Pisa il 5 novembre. La sala Baleari ospiterà infatti “L’Arno che verrà: prospettive per … Leggi di più info“L’Arno che verrà”: a Pisa un confronto sul futuro del fiume

“Flussi di Memoria: Firenze 1966-2026”: ecco gli altri eventi in programma

Il 5 novembre prossimo appuntamento con “Flussi di Memoria: Firenze 1966-2026” Ancora altri appuntamenti in programma nel calendario di “Flussi di Memoria: Firenze 1966-2026”. Giovedì 5 novembre (ore 17), la Biblioteca delle Oblate ospiterà la presentazione … Leggi di più info“Flussi di Memoria: Firenze 1966-2026”: ecco gli altri eventi in programma

Fosso Vecchio: arrivano 1,5 milioni di euro di finanziamenti

Nei giorni scorsi era stata firmata l’intesa Consorzio Basso Valdarno e Comuni di Pontedera e CalcinaiaNei giorni scorsi era stata firmata l’intesa Consorzio Basso Valdarno e Comuni di Pontedera e Calcinaia «Grande soddisfazione per lo stanziamento di un … Leggi di più infoFosso Vecchio: arrivano 1,5 milioni di euro di finanziamenti

Copyright © 2026 L'eco di Toscana - Powered by Media Consultant