Il nuovo Osservatorio Restworld fotografa il mercato del lavoro: per attrarre personale qualificato le aziende offrono stipendi più alti, vitto e alloggio
La Toscana si conferma una delle regioni dove la ristorazione offre le retribuzioni più elevate e dove, negli ultimi due anni, gli stipendi proposti continuano a crescere. In un mercato ancora caratterizzato dalla difficoltà di reperire personale qualificato, le aziende stanno aumentando le retribuzioni e affiancando allo stipendio benefit sempre più diffusi, come alloggio e pasti.

È quanto emerge dal focus sulla Toscana del nuovo Osservatorio Restworld, realizzato dalla piattaforma e agenzia per il lavoro specializzata nella ristorazione, che ha analizzato 539 offerte di lavoro pubblicate in Toscana da aprile 2024, di cui 134 nell’ultimo trimestre.
L’evoluzione dei salari: più 6% rispetto allo scorso anno
L’evoluzione temporale evidenzia una crescita progressiva delle retribuzioni offerte. La mediana è passata da 1.633 euro netti al mese nel 2024 a 1.750 euro nel 2025, raggiungendo 1.800 euro nel 2026.
Il confronto con lo stesso trimestre dell’anno precedente mostra un aumento del 6%: da 1.700 euro a 1.800 euro netti al mese, circa 100 euro in più. Un incremento più marcato rispetto all’andamento nazionale, dove nello stesso periodo le retribuzioni sono rimaste sostanzialmente stabili.
“Il dato toscano mostra un mercato particolarmente dinamico: in un anno le retribuzioni offerte sono cresciute del 6%, mentre a livello nazionale sono rimaste sostanzialmente stabili. È un segnale della competizione tra le imprese per attrarre personale qualificato, soprattutto nei ruoli di cucina, dove la difficoltà di reperimento è più evidente”, commenta Luca Lotterio, CEO e co-founder di Restworld.
Ecco i ruoli più cercati e le figure meglio retribuite
Le differenze tra i diversi ruoli restano rilevanti. La figura meglio retribuita è quella del responsabile di cucina, con una mediana di 2.900 euro netti al mese, quasi 500 euro in più rispetto alla mediana nazionale di 2.423 euro, rendendo la Toscana la regione che offre gli stipendi più alti per questo ruolo.
Seguono i sous chef, con 2.300 euro, i cuochi capo partita, con 2.015 euro, gli chef de rang, con 1.950 euro, e i responsabili di sala, con 1.925 euro. La mediana è invece di 1.692 euro per i camerieri, 1.633 euro per gli aiuto cuochi e 1.600 euro per i banconisti bar.
Nell’ultimo trimestre, invece, il ruolo con il maggior numero di offerte pubblicate in Toscana è il cuoco capo partita, con 26 posizioni, davanti al cameriere, con 22. Il dato indica come la pressione di ricerca si concentri soprattutto sulla cucina qualificata e sulle figure dotate di esperienza e competenze professionali specifiche.
Il turismo traina i contratti in Toscana: boom di offerte con alloggio
Le condizioni proposte dalle aziende riflettono la forte impronta turistica del mercato toscano. Nell’ultimo trimestre analizzato, il 43% delle offerte include l’alloggio, contro il 34% della mediana nazionale nello stesso periodo, il 74% delle posizioni include i pasti per chi lavora, il benefit più diffuso. Il 42% delle posizioni è stagionale, coerentemente con i flussi turistici del periodo estivo.
Anche le competenze richieste riflettono la vocazione internazionale della regione: un’offerta su quattro (26%) richiede la conoscenza dell’inglese, mentre il 68% delle posizioni prevede una settimana lavorativa di sei giorni, a testimonianza dell’intensità dell’attività durante la stagione.
La domanda si concentra soprattutto a Firenze, seguita da Siena e dalla Versilia, territori nei quali il turismo sostiene la ricerca di personale durante i periodi di maggiore attività.
Più trasparenza e meno turni spezzati
Il focus regionale si inserisce nel quadro delineato dall’Osservatorio Restworld, basato su oltre 6.100 offerte di lavoro pubblicate fino a giugno 2026. A livello nazionale, la retribuzione mediana si attesta a 1.700 euro netti equivalenti al mese; il 40% delle offerte full time supera i 30.000 euro di RAL e il 98% propone una retribuzione superiore a 1.300 euro netti equivalenti mensili.
L’osservatorio rileva inoltre che la quota di annunci che indica lo stipendio lordo è passata dal 7% al 53% tra aprile e giugno 2026. Solo il 23% delle offerte prevede ancora il turno spezzato, mentre il 68% delle aziende propone un contratto a termine con prospettiva di stabilizzazione.
“Le imprese non competono più soltanto sullo stipendio, ma anche sulla qualità del lavoro che riescono a offrire: turni più sostenibili, maggiore trasparenza, benefit e prospettive di crescita stanno diventando strumenti sempre più importanti per attrarre e trattenere collaboratori qualificati. La direzione è quella giusta, anche se il percorso è ancora lungo”, conclude Luca Lotterio, CEO e co-founder di Restworld.
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