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Home » Politica » Impruneta, il Tribunale di Firenze condanna un cittadino per diffamazione contro il Comune

Impruneta, il Tribunale di Firenze condanna un cittadino per diffamazione contro il Comune

Febbraio 24, 2026 da redazione Lascia un commento

E’ stata riconosciuta la responsabilità per aver definito l’Amministrazione “tangentisti”. Le risorse andranno a un progetto di educazione civica nelle scuole di Impruneta

Una sentenza che segna un punto fermo nel rapporto tra critica politica e rispetto delle istituzioni. Il Comune di Impruneta ha comunicato l’esito positivo dell’azione legale avviata per tutelare l’onore e l’integrità dell’Ente, dopo alcune dichiarazioni diffuse sui social network da un cittadino. Con la sentenza n. 1302/25, il Tribunale di Firenze ha riconosciuto la responsabilità dell’imputato per il reato di diffamazione ai sensi dell’articolo 595 del codice penale.

Impruneta

Al centro della vicenda, la pubblicazione all’interno di un gruppo social aperto con oltre 6.000 iscritti di un commento in cui l’Amministrazione comunale veniva definita “tangentisti”, attribuendo dunque comportamenti illeciti privi di qualsiasi fondamento. Secondo quanto riportato nella motivazione, le affermazioni hanno raggiunto una platea ampia e indeterminata, aggravando la portata dell’offesa.

Diffamazione sui social: escluso il diritto di critica politica

Il giudice ha chiarito che le accuse non si basavano su alcun dato oggettivo, ma su una mera supposizione personale dell’autore, presentata però come un fatto vero. Un elemento che ha portato il Tribunale a escludere l’applicabilità della scriminante del diritto di critica politica. Quest’ultima, viene ricordato nella sentenza, può operare solo in presenza di un nucleo minimo di verità, del tutto assente nel caso esaminato.

La persona offesa è stata individuata nel Comune di Impruneta, in quanto soggetto giuridico rappresentativo dell’Amministrazione che aveva operato. Una precisazione che rafforza il principio secondo cui anche un ente pubblico può essere destinatario di tutela rispetto a dichiarazioni diffamatorie.

Condanna e risarcimento: 10mila euro per danni morali

Il Tribunale ha condannato l’imputato al pagamento di una multa di 650 euro, oltre alle spese processuali, e al risarcimento dei danni morali, quantificati in 10.000 euro, oltre al rimborso delle spese di costituzione di parte civile.

Successivamente, nell’ottica di favorire una rapida definizione della vicenda ed evitare ulteriori strascichi giudiziari, e su richiesta dello stesso imputato che ha riconosciuto la propria responsabilità, il Comune di Impruneta ha deciso di conciliare la vertenza applicando una riduzione del 30% sull’importo stabilito a titolo di risarcimento. La somma finale, pari a 7.000 euro, entrerà così nelle casse comunali.

Lazzerini: “Critica non può trascendere nella diffamazione”

“La sentenza conferma che il diritto di critica, pur essendo un pilastro della democrazia, non può mai trascendere nella diffamazione o nella distorsione della realtà”. Così il sindaco di Impruneta Riccardo Lazzerini.

“Questi 7.000 euro non rappresentano solo un esito legale, ma risorse che tornano alla collettività. L’Amministrazione destinerà infatti l’intera somma a un progetto formativo di educazione civica e utilizzo consapevole dei social media, in collaborazione con le scuole del territorio.

Questa Amministrazione continuerà a richiedere in ogni sede il rispetto delle istituzioni”, ha aggiunto Lazzerini. Il sindaca ha, inoltre, evidenziato che il dibattito pubblico debba rimanere nel rispetto reciproco e della verità dei fatti.

Una presa di posizione che, nelle intenzioni dell’Ente, punta a rafforzare un confronto pubblico fondato su responsabilità e correttezza, nel pieno rispetto delle regole democratiche.

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