Dall’autorizzazione ai tre chili al giorno fino alle precauzioni nelle aree a rischio peste suina africana: cosa sapere prima di andare nel bosco
È ancora stagione. Fino a novembre il sottobosco regala porcini tardivi, galletti, chiodini e grifole (ottime fritte) ma prima di armarsi di guanti e cestino è importante conoscere le regole per la raccolta di funghi in Toscana. La normativa regionale stabilisce chi deve pagare l’autorizzazione, quanti se ne possono raccogliere e quali comportamenti sono consentiti.
Alle disposizioni generali quest’anno si aggiungono le misure di biosicurezza previste nelle zone interessate dalla peste suina africana, che coinvolgono anche chi cerca funghi e tartufi. Le indicazioni della Regione Toscana riguardano sia i residenti sia chi arriva da fuori regione. È inoltre necessario verificare eventuali limitazioni locali, perché in alcuni Comuni e nelle aree protette possono essere previste regole aggiuntive.

Funghi in Toscana: quando serve il permesso e quanto costa
Per i residenti in Toscana, la raccolta dei funghi spontanei nel territorio del proprio Comune non richiede alcuna autorizzazione. Chi vuole raccoglierli in un altro Comune deve invece effettuare il versamento previsto dalla Regione. I costi sono di 13 euro per l’autorizzazione semestrale e 25 euro per quella annuale. Gli importi sono ridotti del 50% per chi risiede nei territori classificati montani. La stessa riduzione è prevista per i ragazzi tra i 14 e i 18 anni che possiedono l’attestato di frequenza dei corsi indicati dalla normativa regionale.
Il pagamento può essere effettuato attraverso la piattaforma regionale IRIS oppure con bonifico bancario. La ricevuta deve riportare la causale «Raccolta funghi» e i dati della persona che effettuerà la raccolta. Va conservata e portata con sé insieme a un documento di riconoscimento.
Per i non residenti
Per chi non risiede in Toscana è prevista invece un’autorizzazione turistica: costa 15 euro per un giorno, 40 euro per sette giorni consecutivi e 100 euro per un anno. Nella causale del pagamento devono essere indicate anche la data della raccolta o la settimana di riferimento. Anche in questo caso il versamento deve essere effettuato tramite Iris.
Parchi e limitazioni territoriali
L’autorizzazione regionale è valida su tutto il territorio toscano, ma non sostituisce eventuali permessi aggiuntivi richiesti nei parchi nazionali e regionali. Inoltre Alcuni Comuni (per la stagione 2026/2027 Ortignano Raggiolo (Ar), Castiglione di Garfagnana (Lu) e Pistoia e Pescia) hanno applicato delle limitazioni sulla raccolta, è quindi consigliato consultare periodicamente gli aggiornamenti su: https://www.regione.toscana.it/-/raccolta-funghi-ecco-le-disposizioni.

Quanti funghi si possono raccogliere al giorno
Il limite è di tre chili di funghi al giorno per persona. Si può superare questa quantità soltanto quando si raccoglie un unico esemplare, oppure più esemplari cresciuti insieme, che da soli pesano più del limite consentito. Il tetto sale a dieci al giorno per i residenti nei territori classificati montani, ma soltanto se la raccolta avviene nel proprio Comune di residenza.
Non ci sono limiti, invece, per imprenditori agricoli e soci di cooperative agroforestali che, in possesso dell’attestato di idoneità, svolgano la raccolta, a fini di integrazione del proprio reddito, nella provincia di residenza. In questo caso occorre far pervenire una segnalazione certificata di inizio attività (Scia) allo sportello unico per le attività produttive (Suap).
Orari, dimensioni e divieti: come raccogliere i funghi
La raccolta dei funghi spontanei è consentita nei boschi e nei terreni non coltivati in cui sia permesso l’accesso e dove non sia riservata a soggetti specifici. Si può andare a funghi da un’ora prima dell’alba fino a un’ora dopo il tramonto.
Ci sono anche regole sulle dimensioni minime. È vietato raccogliere porcini con il cappello inferiore a quattro centimetri. Per il dormiente e il prugnolo la misura minima è invece di due centimetri. Non si può raccogliere neppure l’ovolo buono quando le lamelle non sono visibili.
Per proteggere il bosco è vietato utilizzare rastrelli o altri strumenti che danneggiano il micelio, lo strato superficiale del terreno e le radici della vegetazione. I funghi devono essere trasportati in contenitori rigidi e aerati, che consentano la dispersione delle spore. Vietati i sacchetti di plastica.
Nelle aree protette possono essere previste ulteriori restrizioni o autorizzazioni specifiche. È quindi importante informarsi prima di entrare nel bosco.
Peste suina africana, le precauzioni per chi va a funghi in Toscana
Oltre alle regole ordinarie, chi cerca funghi e tartufi deve prestare particolare attenzione alle misure introdotte per contrastare la diffusione della peste suina africana (PSA). Le disposizioni interessano le zone sottoposte a restrizione e, secondo gli aggiornamenti pubblicati dalla Regione Toscana a fine settembre 2026, coinvolgono territori delle province di Lucca, Massa-Carrara, Pistoia e Prato.
Nei Comuni compresi nelle zone di restrizione II e III, anche la ricerca e la raccolta di funghi e tartufi devono quindi rispettare specifiche misure di biosicurezza. Prima di organizzare un’uscita è quindi necessario controllare l’elenco aggiornato dei Comuni interessati e la classificazione della zona.
Cosa fare prima di entrare e prima di uscire dal bosco
Chi va a funghi deve avere con sé prodotti disinfettanti efficaci contro il virus e attrezzature per pulire e disinfettare scarpe, mezzi e strumenti. La Regione raccomanda di utilizzare calzature dedicate, facili da lavare e disinfettare, oppure soprascarpe monouso. Non bisogna lasciare nel bosco rifiuti, resti di cibo o altri materiali potenzialmente contaminanti.
Gli indumenti e i dispositivi monouso devono essere raccolti e smaltiti correttamente. Un’altra precauzione riguarda chi, dopo la raccolta, può entrare in contatto con suini allevati: bisogna evitare contatti diretti o indiretti con gli animali nelle 48 ore successive all’attività.

Cosa fare se si va a funghi con il cane
Le misure di biosicurezza riguardano anche gli animali che accompagnano i raccoglitori. Prima di lasciare l’area interessata dalle restrizioni è necessario pulire le zampe del cane, rimuovendo terra e residui e prestando particolare attenzione agli spazi tra le dita.
Per la pulizia vanno utilizzati acqua e sapone neutro oppure prodotti specifici per uso veterinario. Sono da evitare prodotti aggressivi o a base alcolica. Anche collare, guinzaglio ed eventuale pettorina devono essere lavati e disinfettati con prodotti idonei.
Attività organizzate con più di venti persone
Per le attività organizzate che prevedono la partecipazione di più di venti persone è necessario acquisire preventivamente il parere favorevole dell’Azienda sanitaria territorialmente competente.
La Regione Toscana ricorda che la peste suina africana colpisce suini e cinghiali e non si trasmette all’uomo. Le misure previste per chi frequenta i boschi hanno lo scopo di impedire che il virus venga diffuso attraverso calzature, vestiti, veicoli, attrezzature o animali.
Per la disinfezione, la procedura indicata prevede di rimuovere prima lo sporco più evidente, lavare le superfici con acqua e detergente, lasciarle asciugare e applicare il disinfettante rispettando le quantità, le diluizioni e i tempi di contatto indicati dal produttore.
Nota: l’elenco dei Comuni soggetti alle restrizioni per la peste suina africana e le eventuali limitazioni locali possono cambiare. Le informazioni riportate si basano sulle pagine ufficiali della Regione Toscana consultate il 20 ottobre 2026.
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