L’avvio del servizio a novembre e le perplessità dell’Ordine degli Infermieri che vogliono chiarezza su tre puni: “Responsabilità, ruoli dei medici e sicurezza dell’assistenza”
L’attivazione del servizio di Automedica Piana Fiorentina dovrebbe avvenire entro il mese di novembre. Tuttavia, per l’Ordine delle Professioni Infermieristiche Firenze-Pistoia restano aperti diversi nodi istituzionali. In particolare, si chiede la massima chiarezza sulle responsabilità professionali, sull’autonomia degli operatori e sulla sicurezza complessiva dell’assistenza erogata ai cittadini.
Questo tema cruciale ha visto nelle ultime settimane un’intensa interlocuzione con l’Azienda USL Toscana Centro. A questo proposito, OPI Firenze-Pistoia ha formalmente sollecitato un nuovo e rapido confronto con i vertici sanitari.
Opi per il servizio di Automedica Piana Fiorentina
La posizione dell’Ordine professionale resta chiara fin dal primo momento. Come spiega il presidente David Nucci, non c’è alcuna contrarietà verso l’equipaggio composto da medico, infermiere e autista, né la volontà di sostituirsi alle scelte organizzative aziendali.
Il punto critico riguarda invece la bozza di convenzione per l’Automedica Piana Fiorentina. Secondo l’Ordine, il testo deve definire in modo inequivocabile le competenze, la tutela e le responsabilità dell’infermiere. Le osservazioni principali toccano tre aspetti distinti: il ruolo del medico come team leader, la scelta del professionista che accompagna il paziente in ambulanza e le procedure in caso di impiego separato del personale.
Il nodo del team leader e il trasporto del paziente
Sul tema del team leader, si chiede di distinguere il coordinamento clinico-operativo dalla responsabilità professionale individuale. In questo modo si evitano interpretazioni sbagliate che potrebbero tradursi in una subordinazione gerarchica dell’infermiere.
Per quanto riguarda il trasporto del paziente, la decisione non può essere unilineare. La valutazione infermieristica deve essere sempre integrata sulla base di parametri clinici, del rischio di peggioramento e delle esigenze di monitoraggio. Eventuali divergenze di giudizio dovranno inoltre essere documentate con precisione.
Infine, sull’eventuale utilizzo separato delle risorse sanitarie, l’Ordine ritiene indispensabili protocolli approvati, condizioni di attivazione certe e percorsi di formazione specifica.
La risposta della USL Toscana Centro sul nuovo assetto
L’Azienda sanitaria ha risposto il 6 ottobre tramite i direttori Paolo Zoppi ed Andrea Nicolini. La nota aziendale ha escluso l’intenzione di limitare l’autonomia del personale sanitario o di riproporre vecchie gerarchie. Tuttavia, la risposta ha ribadito la necessità di una catena di comando univoca per garantire la massima rapidità decisionale.
Relativamente al trasporto, l’Azienda ha confermato che la scelta finale sul professionista accompagnatore spetta al medico. Per quanto concerne l’impiego separato, la direzione ne ha difeso il valore strategico per coprire meglio il territorio, facendo riferimento alle attuali procedure regionali.
La richiesta di un tavolo istituzionale prima dell’avvio
Nonostante il formale riconoscimento delle competenze, l’Ordine considera le risposte operative ancora insufficienti. L’affermazione dell’autonomia professionale deve trovare un immediato riscontro pratico nelle istruzioni di servizio quotidiane.
Per queste ragioni, tramite una nuova lettera inviata al direttore generale Valerio Mari, è stato chiesto un approfondimento urgente. Con la partenza dell’Automedica Piana Fiorentina prevista a breve, l’OPI sollecita un incontro risolutivo prima dell’inizio effettivo delle attività. L’obiettivo prioritario resta quello di tradurre i principi generali in protocolli chiari, a tutela sia dei professionisti sia della salute dei cittadini.
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