Le principali mostre in Toscana nel 2026: Rothko a Firenze, Ligabue a Pisa, Ghirri a Prato
La Toscana si conferma una delle regioni italiane più ricche di eventi culturali, con mostre d’arte, grandi retrospettive e progetti espositivi capaci di attirare visitatori da tutta Italia e dall’estero. Dagli iconici maestri del Novecento alle espressioni più contemporanee, ecco tre mostre in Toscana da visitare nel 2026 che spaziano fra arte moderna e fotografia.

A Firenze una grande mostra su Mark Rothko, maestro dell’arte moderna americana
Dal 14 marzo al 26 luglio 2026 la Fondazione Palazzo Strozzi, a Firenze, presenta una delle più importanti mostre mai dedicate a Mark Rothko (1903-1970), indiscusso maestro dell’arte moderna americana. A cura di Christopher Rothko ed Elena Geuna, Rothko a Firenze rappresenta un progetto unico, concepito appositamente per Palazzo Strozzi, per celebrare il legame speciale tra l’artista e Firenze. L’architettura del palazzo e la città stessa sono lo scenario ideale per esplorare come Rothko traduca in pittura la tensione tra misura classica e libertà espressiva, dando vita attraverso il colore a una nuova percezione dello spazio che oltrepassa la bidimensionalità della tela.
Il percorso espositivo permette di ripercorrere l’intera carriera di Rothko. Lo fa con oltre 70 opere provenienti da prestigiose collezioni private e dai più importanti musei internazionali, come il Museum of Modern Art (MoMA) e il Metropolitan Museum of Art di New York, la Tate di Londra, il Centre national d’art et de culture Georges-Pompidou di Parigi e la National Gallery of Art di Washington. Da Palazzo Strozzi il progetto si estende poi alla città di Firenze, coinvolgendo due luoghi particolarmente cari all’artista in due sezioni satellite: il Museo di San Marco, con opere in dialogo con gli affreschi di Beato Angelico, e il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana progettato da Michelangelo.
Tra le Mostre in Toscana, l’omaggio di Pisa ad Antonio Ligabue
Un omaggio ad una delle figure più intense, tormentate e originali dell’arte italiana del Novecento. Nel sessantesimo anniversario della morte di Antonio Ligabue (1899-1965), gli Arsenali Repubblicani di Pisa accoglieranno fino al 10 maggio 2026 “Ligabue. Il ruggito dell’anima”, una mostra che intende celebrare il grande artista italo-svizzero. Attraverso oltre ottanta opere, il percorso espositivo si snoda tra dipinti, disegni, sculture e autoritratti che raccontano la parabola umana e creativa di un uomo che ha saputo trasformare il dolore e la solitudine in visioni artistiche di straordinaria forza espressiva, capaci di parlare con voce universale.
Un viaggio nella la vita, nella psiche e nella storia tormentata dell’artista, che ne mette in luce la vicinanza ai grandi protagonisti dell’Espressionismo europeo. Il percorso della mostra conduce il visitatore attraverso le tappe fondamentali dell’attività artistica di Ligabue attraverso alcune delle sue opere più emblematiche. Tra queste spiccano i celebri autoritratti e le iconiche raffigurazioni di animali feroci: tigri maestose, leopardi, rapaci in azione e leoni imponenti. Un viaggio immersivo in una giungla aspra e magnetica, che esprime con forza l’intensità visiva e simbolica del mondo interiore dell’artista.
Al Centro Pecci di Prato la prima mostra in Italia tutta dedicata alle polaroid di Ghirri
Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato ospita invece fino al 10 maggio 2026 la mostra Luigi Ghirri. Polaroid ’79 -’83, a cura di Chiara Agradi e Stefano Collicelli Cagol e realizzata in collaborazione con la Fondazione Luigi Ghirri. Si tratta della prima esposizione istituzionale in Italia interamente dedicata alla produzione su polaroid del celebre fotografo italiano del secondo dopoguerra. L’esposizione riunisce un’ampia selezione di polaroid scattate da Ghirri tra il 1979 e il 1983. In quegli anni l’azienda Polaroid gli mise a disposizione una notevole quantità di pellicole e apparecchi, avvicinandolo alla fotografia a sviluppo istantaneo.
Tra il 1980 e il 1981 Ghirri è invitato ad Amsterdam, nell’allora sede europea dell’azienda, per provare la Polaroid 20×24 Instant Land Camera, capace di scattare in poco più di un minuto istantanee extra large. Le polaroid, piccole e grandi, restituiscono un Ghirri inedito. Da un lato, il fotografo che alla fine degli anni Settanta, dopo un decennio di rigoroso controllo concettuale e tecnico, accoglie l’aleatorietà che la fotografia istantanea offre. Dall’altro il fotografo che, lontano dalla sua Emilia, ricostruisce il suo mondo di oggetti e stratificazioni di memoria altrove, disponendo alcuni oggetti selezionati in Italia e portati in Olanda.
Molto interessanti. Complimenti.
Molto interessanti gli argomenti.