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Home » Cultura » Villa Guardini, l’appello per salvare la memoria del filosofo Romano Guardini

Villa Guardini, l’appello per salvare la memoria del filosofo Romano Guardini

Giugno 4, 2026 da redazione Lascia un commento

L’Associazione Nazionale Case della Memoria chiede l’intervento delle istituzioni per trasformare la storica dimora di Romano Guardini in una casa museo

L’Associazione Nazionale Case della Memoria invita il Comune di Isola Vicentina a farsi parte attiva nei confronti delle Soprintendenze e delle autorità regionali e nazionali per salvaguardare la memoria spirituale e materiale di Romano Guardini.

È l’appello lanciato dalla rete nazionale che mette in rete 125 case museo in tutta Italia a seguito della visita del presidente della stessa Associazione Nazionale Case della Memoria, Adriano Rigoli, a Isola Vicentina, ai luoghi dedicati alla memoria di Romano Guardini, la cui famiglia era originaria del territorio e dove ancora oggi si trova la storica villa di famiglia.

Villa Guardini
Adriano Rigoli, presidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria, davanti al muro di cinta di Villa Guardini

Grande filosofo e teologo del Novecento, Guardini è stato maestro di Joseph Ratzinger e tra i principali pensatori di riferimento dell’allora futuro Pontefice Benedetto XVI. Con la sua teoria degli opposti è stato pure riferimento per Papa Francesco e ora per Papa Leone circa l’uso della potenza da parte dell’uomo.

Nel corso della visita Rigoli ha incontrato la professoressa Giuliana Fabris, studiosa di Romano Guardini e coordinatrice scientifica del Centro Studi Romano Guardini istituito nel 2009 dal Comune di Isola Vicentina, alcuni componenti dell’associazione culturale Romano Guardini e l’assessore alla cultura del Comune di Isola Vicentina, il dottor Devis Zamberlan.

Il ruolo culturale e scientifico del Centro Studi

Il Centro Studi Romano Guardini si configura come un polo culturale e scientifico volto all’analisi, alla catalogazione e alla diffusione delle opere di uno dei massimi pensatori del Novecento. Attraverso una solida rete di collaborazioni accademico-ecclesiali che unisce università italiane e tedesche, diocesi e istituti di scienze religiose, l’ente valorizza una produzione intellettuale che ha anticipato i grandi nodi della contemporaneità, dal rapporto uomo-natura alla pedagogia e alla filosofia della religione.

Il Centro Studi si adopera per promuovere la ricerca con il fine di declinare la “visione del mondo” (Weltanschauung) guardiniana sulle sfide etiche ed educative odierne. Tra i suoi obiettivi primari vi sono la creazione di ponti culturali per favorire il dialogo e la cooperazione internazionale, in particolare sull’asse italo-tedesco, e l’organizzazione di convegni e laboratori aperti alla cittadinanza e alle scuole per tradurre concetti complessi in strumenti di crescita sociale.

Il nodo del testamento e il futuro della villa

«Il tema è il futuro di Villa Guardini, appartenuta alla famiglia Guardini fino alla morte dell’ultimo discendente, Giuliano Guardini», spiega Adriano Rigoli.

«Giuliano Guardini, infatti, moriva nel 2021 senza lasciare eredi legittimari e nominava per testamento, quali suoi eredi, persone di sua fiducia ed estranee alla famiglia; il testamento comprende anche importanti legati in favore di soggetti ed Enti privati: per far fronte all’onere testamentario relativo a tali legati, l’ultimo discendente della famiglia richiede espressamente che gli eredi procedano, nella misura necessaria, alla vendita dei beni di cui al compendio».

«La villa rappresenta un patrimonio culturale e spirituale di valore internazionale», prosegue Rigoli. «In quei luoghi Romano Guardini ha elaborato una parte fondamentale del suo pensiero filosofico e teologico. Salvaguardare la villa, la biblioteca, l’archivio e il parco significa preservare una memoria viva che appartiene non solo a Isola Vicentina, ma all’intera cultura europea. Per questo chiediamo alle istituzioni locali, regionali e nazionali di attivarsi affinché Villa Guardini possa diventare una casa museo della memoria aperta al pubblico, evitando dispersioni e possibili speculazioni».

Un legame indissolubile con il territorio vicentino

La villa custodisce intatta la memoria materiale della famiglia Guardini: gli ambienti in cui Romano Guardini soggiornò, la biblioteca, l’archivio e il grande parco che accompagnò la nascita di gran parte delle sue opere. Sebbene la famiglia si fosse trasferita in Germania quando Guardini aveva appena un anno, il filosofo tornò ogni anno a Isola Vicentina, riconoscendo in quei luoghi una fonte essenziale della propria ispirazione.

Il Comune di Isola Vicentina riconobbe questo legame conferendogli il 12 ottobre 1963 la cittadinanza onoraria e il premio “Communitas Insularum”. Per ricordare questo rapporto, l’Associazione Romano Guardini ha promosso un itinerario dedicato ai luoghi guardiniani di Isola Vicentina, accompagnato dalla guida “Sui passi di Romano Guardini. L’uomo attraverso i suoi luoghi”, pubblicata dal Comune e dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Santa Maria di Monte Berico”.

Le parole del teologo: pensieri nati sotto gli alberi di Isola

Romano Guardini frequentò la villa dal 1925 al 1968 durante i suoi soggiorni primaverili e autunnali. Nel discorso pronunciato in occasione della cittadinanza onoraria scrisse: «Pressoché tutti i miei pensieri sono difatti nati e maturati qui sotto i nostri alberi in Isola. Sotto di essi io ho girovagato riflettendo; poi io ho utilizzato quanto raccolto alla scrivania e messo per iscritto, per uscire ancora e ulteriormente meditare».

«Talvolta inoltrarsi sotto i begli alberi rende per un attimo interamente felici», si legge ancora nelle sue memorie. «Un albero è una cosa primordiale; pieno di mistero e nel tempo stesso si attesta come una realtà sicura. E con quale forza quest’attestazione si compie in forme sempre nuove! Quasi tutte le lezioni che poi hanno preso forma di libri, sono nate qui. Però non m’è mai riuscito d’avere la sensazione che tutto arrivegna a noi e quindi anche a me. È stata sempre e soltanto un permesso di starvi dentro. Al pari che davanti alla bella casa, così meravigliosamente equilibrata».

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