Il 30 ottobre prossimo appuntamento con “Flussi di Memoria: Firenze 1966-2026”
Proseguono a Firenze gli appuntamenti in programma in ricordo dell’alluvione con “Flussi di Memoria: Firenze 1966-2026”. Oggi, 30 ottobre (ore 17), nella Sala Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi, si terrà ilconcerto del Coro giovanile La Compagnia della voce diretto da Matteo Saccà a cura del Centro Studio Musica e Arte. L’esecuzione vedrà Matteo Saccà nella duplice veste di direttore e violino, affiancato da Rossella Pugliano al violino, e da Debora Tempestini e Dimitri Betti al basso continuo; preparazione vocale curata da Elena Mariani.

A sessant’anni dall’alluvione del 4 novembre 1966, Firenze torna a raccontare quei giorni attraverso un ricco programma culturale. Il progetto, articolato in conferenze, performance, mostre, concerti e letture, è promosso dall’Associazione Nazionale Case della Memoria. È in collaborazione con la Casa Studio di Piero Bargellini, il Centro Associazioni Culturali Fiorentine e il Centro Studio Musica e Arte. L’iniziativa è legata al Sistema Museale Tematico Case della Memoria in Toscana, sostenuto dalla Regione Toscana e dalla Fondazione CR Firenze, con il patrocinio dI Comune di Firenze, Città Metropolitana di Firenze, Comitato promotore per le Celebrazioni e la collaborazione degli sponsor tecnici Unicoop Firenze, Fondazione Zeffirelli e Ciani Pianoforti. All’iniziativa sono stati invitati il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e la sindaca di Firenze Sara Funaro.
Gli appuntamenti del 5 novembre
Giovedì 5 novembre (ore 17), la Biblioteca delle Oblate ospiterà quindi la presentazione del volume“Voci dall’Alluvione – Lettere al Sindaco Piero Bargellini e a sua moglie Lelia”. È a cura di Annegret Hoehler curatrice dell’archivio della Casa Studio di Piero Bargellini. Quest’ultima protagonista insieme a Neri Binazzi dell’Università degli Studi di Firenze con “Quale lingua per il sindaco?”. Le voci saranno di Dimitri Frosali e Roberta Pratesi. Al centro del libro ci sono le lettere inviate tra il 1966 e il 1967 a Piero Bargellini e alla moglie Lelia. Sono conservate nell’archivio personale del “sindaco dell’alluvione”. Sono documenti che raccontano direttamente la dimensione umana della catastrofe. Le richieste di aiuto, le difficoltà quotidiane, le perdite subite dalla popolazione e, insieme, la grande ondata di solidarietà proveniente da tutta Italia e dall’estero.
Venerdì 6 novembre (ore 17) a Palazzo Medici Riccardi si terrà l’evento istituzionale, tra musica e parole. Il concerto, coordinato dal Maestro Gregorio Nardi, accompagnerà la lettura di alcuni brani tratti da “Voci dall’Alluvione-Lettere al Sindaco Piero Bargellini e a sua moglie Lelia”. Alexander Sardon Trampus sarà alviolino e Simone Librale alpianoforte. Lettura con Dimitri Frosali, Elena Bagni, Roberta Pratesi.
Le parole di Adriano Rigoli, presidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria
«La memoria di un evento come l’alluvione del ’66 deve diventare un’occasione per riflettere su quanto è accaduto sessanta anni, ma anche recentemente nel nostro territorio nel 2023. E, alla luce dei cambiamenti climatici attuali, cercare di non ripetere la sottovalutazione e gli errori del passato – afferma Adriano Rigoli, presidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria -. Un’occasione che riteniamo debba essere accessibile a tutti, in particolare alle nuove generazioni, in modo che possano apprezzare il valore del sostegno e dell’aiuto reciproco nei momenti di difficoltà».
Le dichiarazioni di Marco Capaccioli, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria
«A distanza di sessant’anni, la memoria dell’alluvione ci consegna un’eredità fondamentale di partecipazione e riscatto – sottolinea Marco Capaccioli, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria –. Oggi che gli sconvolgimenti climatici mettono continuamente a dura prova il pianeta e i nostri paesaggi culturali, quel ricordo diventa una lezione attualissima. Il programma di appuntamenti che proponiamo nasce proprio per valorizzare questo legame tra passato e presente, riaffermando la memoria come bene comune e strumento indispensabile per affrontare le sfide ambientali di oggi».
Il progetto comprende anche una serie di Percorsi di Memoria dedicati al patrimonio culturale colpito dall’alluvione e alla figura di Piero Bargellini. Tra le iniziative figura l’esposizione “Danneggiato dall’alluvione del 4 Nov. 1966”, titolo che si rifà al contrassegno ufficiale apposto sui volumi e sui libri storici sommersi dal fango e dall’acqua. Saranno esposti libri rimasti gravemente danneggiati e volutamente non restaurati, accanto ad altri tornati alla loro originaria funzione grazie al lavoro dei restauratori. Due modi diversi di raccontare la stessa storia. Da una parte la forza distruttiva dell’acqua e del fango, dall’altra la capacità di recuperare e conservare il patrimonio culturale.
Sono inoltre previste aperture straordinarie e visite alla Casa Studio di Piero Bargellini, il luogo nel quale il sindaco affrontò le ore più drammatiche dell’emergenza. Attraverso gli ambienti, i documenti e le testimonianze sarà possibile ricostruire il ruolo di Bargellini durante l’alluvione e il rapporto con la città nei giorni del novembre 1966. Insieme allo studio Bargellini compongono l’itinerario, denominato “1966. D’acqua e fango”, la Casa di Leonetto Tintori a Prato (riferimento imprescindibile per il recupero delle opere d’arte attraverso nuove tecniche dell’epoca), la Casa di Indro Montanelli a Fucecchio (il giornalista che diede voce ai fiorentini sulle pagine del Corriere della Sera) e la Casa di Robert Browning ed Elizabeth Barrett a Firenze, specchio significativo del fenomeno degli “angeli del fango”.
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