Il progetto dello studio C+S Architects, guidato dall’archistar veneta Maria Alessandra Segantini, si è aggiudicato il “Best architectural concept of the year”
Peccioli entra nell’Olimpo dell’architettura contemporanea. Il progetto Land-Cr.Af.T.Ed (Community Reinvent Affordable Food Through Ecologic Design) realizzato nella campagna pecciolese, si è infatti aggiudicato il prestigioso riconoscimento internazionale “Best architectural concept of the year” agli Architizer Vision Awards 2025. L’idea è dello studio C+S Architects, guidato dall’archistar veneta Maria Alessandra Segantini, che si è imposto a New York tra centinaia di candidati internazionali con il progetto di micro-farming a Peccioli. Un nuovo paradigma di vita rurale basato su agricoltura rigenerativa e social housing, che reinterpreta in chiave contemporanea l’archetipo della cascina toscana.

Segantini: «Un luogo dove le persone coltivano non solo il cibo, ma anche il senso di comunità e di appartenenza»
«Questo riconoscimento è una grande emozione e un incoraggiamento a continuare a credere in un’architettura che non si limiti a costruire edifici ma che sia invece capace di costruire relazioni anche tra discipline diverse, in questo caso con l’agricoltura – commenta Maria Alessandra Segantini -. Land-CR.AF.T.ED nasce dal desiderio di riportare vita, dignità e futuro nelle aree rurali, trasformando l’abitare la terra e coltivarla in azioni collettive e rigenerative. Abbiamo immaginato un luogo dove le persone coltivano non solo il cibo, ma anche il senso di comunità e di appartenenza, in armonia con la natura. Dedichiamo questo premio a tutti coloro che credono che l’architettura possa essere uno strumento di giustizia sociale ed ecologica».
Un progetto per contrastare lo spopolamento delle campagne tra innovazione, inclusione e sostenibilità
Land-CR.AF.T.ED, che dovrebbe venir finanziato nei prossimi mesi da fondi pubblici e privati, propone un nuovo paradigma rurale, fondendo agricoltura rigenerativa e edilizia sociale. L’obiettivo è ridare vita e dignità alle aree rurali, spesso marginalizzate dai processi di urbanizzazione e spopolamento. Il progetto immagina un microcosmo di case in terra cruda, pixel-farming, bacini irrigui e foreste rinaturalizzate, organizzati in un masterplan circolare dove ecologia e comunità convivono in equilibrio. Tutto per trasformare l’abitare in un atto collettivo e rigenerativo, in cui le persone ritrovano un legame profondo con la terra e tra loro, creando una comunità multietnica, capace di coltivare e condividere cibo di qualità e saperi provenienti da diverse culture.
La comunità di micro-farming a Peccioli traduce il sistema dei casali storici toscani in forme e materiali contemporanei
Le dodici unità abitative prefabbricate e a basso impatto ecologico (costruite in legno e terra cruda), nell’area di Santo Stefano a Peccioli, reinterpretano le case coloniche toscane, realizzate con tecniche di stampa 3D. In un’area di 11,76 ettari con una capacità edificatoria di meno di 3.000 metri quadrati, le nuove residenze sociali sono disegnate come una comunità di micro-fattorie che traducono il sistema dei casali storici toscani in forme e materiali contemporanei. Dagli 80 ai 130 metri quadrati, ogni unità è disegnata da un recinto in terra cruda che definisce anche un suolo coltivabile. Qui si innesta il concetto agricolo innovativo del “pixel-farming” dove è la varietà delle specie e la biodiversità a garantire un’alta produttività.
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