Per la loro valorizzazione, nel 2015 è nata un’associazione che in questi anni ha portato avanti un progetto di studio e censimento
Sono piccole aperture incastonate nella pietra serena, spesso incoronate da eleganti cornici e chiuse da sportellini in legno segnati dal tempo. Non di rado passano inosservate da chi gira di fretta tra le vie del centro storico di Firenze. Chi le riconosce, invece, sa che le buchette del vino rappresentano uno dei simboli più autentici della città.
Furono ideate tra il XVI e il XVII secolo, quando le grandi famiglie fiorentine si dedicarono alla produzione di vino. Il loro scopo era quello di consentire la vendita del vino direttamente al consumatore, evitando gli intermediari. E così l’idea: creare nelle pareti dei palazzi piccole aperture della misura di un fiasco impagliato. Molte col tempo sono andate perdute; quelle che restano continuano a raccontare la storia di Firenze.
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