David Nucci: “Sì all’integrazione, ma senza compromessi sulla formazione e sulla sicurezza delle cure. Servono investimenti strutturali e stabili per la professione”
La carenza di infermieri non può essere affrontata indebolendo le regole che garantiscono la qualità e la sicurezza dell’assistenza sanitaria. È questa la posizione ferma dell’Ordine delle professioni infermieristiche interprovinciale Firenze-Pistoia, che richiama l’attenzione sul continuo ricorso all’esercizio professionale in deroga per il personale con qualifiche conseguite all’estero, una misura straordinaria introdotta durante la pandemia e prorogata fino al 31 dicembre 2029.

David Nucci, presidente di OPI Firenze-Pistoia, sottolinea come a parità di responsabilità assistenziali non possano esistere percorsi di accesso differenti. Il nodo centrale non riguarda la provenienza dei professionisti, che costituiscono una risorsa preziosa per la sanità italiana, ma la necessità imprescindibile di assicurare a tutti gli stessi standard di formazione, competenza clinica, aggiornamento e responsabilità deontologica. Prorogare continuamente le deroghe non può rappresentare una scorciatoia o un’alternativa a una reale programmazione.
I dati in Italia e la situazione in Toscana
I dati ufficiali diffusi dalla Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) tracciano un quadro preciso: in Italia si contano quasi 20mila infermieri non certificati tramite l’iter ordinario.
In Toscana, al 31 dicembre 2025, le domande presentate per l’inserimento nell’elenco regionale erano 348. Di queste, 213 avevano completato positivamente l’iter di ammissione, mentre gli iscritti ancora presenti nell’elenco a fine anno erano 178. Tra i candidati, 21 non avevano superato al primo tentativo la prova di conoscenza della lingua italiana, evidenziando l’importanza di verifiche attente e rigorose.
Controlli clinici ed elenchi speciali ordinistici
Il modello toscano conferma che introdurre verifiche specifiche è possibile ed efficace, a partire dalla padronanza linguistica. Tuttavia, l’obiettivo finale deve essere un sistema nazionale omogeneo, capace di garantire controlli verificabili sulle competenze cliniche, sull’aggiornamento continuo e sulle coperture assicurative.
La soluzione proposta da OPI Firenze-Pistoia punta sulla creazione di elenchi speciali ordinistici e percorsi di riconoscimento veloci, ma rigorosi nei requisiti. La tutela dei pazienti non deve mai dipendere dalle modalità amministrative d’accesso al sistema sanitario.
Investimenti e valorizzazione per superare la crisi
La revisione di questo meccanismo di deroga deve necessariamente affiancarsi a interventi strutturali in grado di restituire attrattività alla carriera infermieristica. Risulta fondamentale agire su adeguatezze retributive, miglioramento del clima lavorativo, reali prospettive di crescita e valorizzazione delle competenze.
Non è più sostenibile chiedere agli infermieri di farsi carico di responsabilità crescenti senza risolvere le cause profonde della fuga dal settore, sperando di colmare i vuoti con percorsi non equivalenti. La risposta alla crisi attuale deve basarsi su investimenti diretti nella professione e su un quadro di garanzie uniforme, a tutela degli operatori e dell’intera cittadinanza.
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