Cento anni di goliardia a Firenze portati con una certa leggerezza. D’altra parte, se c’è una cosa che la goliardia ha sempre saputo fare è prendere molto sul serio il divertimento e molto meno sul serio il potere, le gerarchie e, qualche volta, perfino se stessa.

La città si prepara a celebrare il centenario del Sovrano e Commendevolissimo Ordine Goliardico di San Salvi, nato nel 1926. Sabato 24 ottobre le celebrazioni porteranno alle Murate una storia fatta di università, amicizia, beffe, canti, rivalità tra ordini e un patrimonio di tradizioni che, a Firenze, ha assunto caratteristiche particolari.
Una goliardia fiorentina originale: gli ordini delle facoltà
La piazza fiorentina ha infatti una storia goliardica tutta sua. A differenza di altre città universitarie, rappresentate unicamente dall’Ordine Sovrano, a Firenze la tradizione si è sviluppata attraverso ordini legati alle diverse facoltà. Ci sono la Vacca Stupefatta di Giurisprudenza, la Lira di Economia, il Cilindro di Scienze Politiche, la Cazzuola di Ingegneria e Architettura, la Zappa di Agraria e il Marzocco di Lettere, oltre agli altri ordini che nel tempo hanno animato la vita universitaria. Al vertice della tradizione cittadina si è affermato il Sovrano Ordine Goliardico di San Salvi, fondato proprio nel 1926.
Feluche, scherzi e controcanto ironico
Una storia che non è fatta soltanto di feluche, mantelli e titoli altisonanti. La goliardia fiorentina ha prodotto feste, riviste, canti, spettacoli teatrali e soprattutto una lunga tradizione di scherzi e burle. È diventata così una sorta di controcanto ironico alla vita universitaria e alle sue regole. La sua filosofia si è alimentata di libertà di pensiero, creatività, ironia e capacità di mettere bonariamente in discussione le gerarchie.
È una tradizione che ha conosciuto anche periodi di sonno. L’Ordine di San Salvi, come raccontano le ricostruzioni della storia goliardica fiorentina, si fermò durante il fascismo, quando molte associazioni studentesche vennero soppresse, per poi tornare protagonista nel dopoguerra. Il rapporto tra passato e presente sarà uno dei temi della giornata del 24 ottobre.
Il programma del centenario del 24 ottobre alle Murate
Le celebrazioni prenderanno il via alle 10.30 alle Murate, con l’accoglienza degli invitati. Alle 11, all’Auditorium della Fondazione Kennedy di via Ghibellina 12, si aprirà la parte ufficiale con Luca Bressan, Primo Tenente del Gran Sigillo, Gran Croce e Pari dell’Ordine.
A seguire il Sovrano Gran Maestro Benedetta Galli parlerà di “Una Tradizione tra passato, presente e futuro”. Il professor Torello Lotti, Magnifico Rettore della Prisca Sapientia Institut, terrà la Lectio Magistralis “L’Università del futuro”. Sono inoltre previsti gli interventi di Massimo Ruffilli, con “Storie di Goliardia”, di Jacopo Caucci von Saucken, con “Il significato allegorico della conchiglia”, e di Gilberto Baldazzi, con “San Salvi a Santiago”.
Nel pomeriggio la festa si sposterà in piazza delle Murate:
- ore 13: concerto della Polifonica Vitaliano Lenguazza;
- ore 14: pranzo al Caffè Letterario Le Murate;
- ore 16: Incontro istituzionale dell’Ordine;
- ore 18: concerto dei Badeek Rock Band, preceduti dagli Xantha;
- ore 20.30: cena per i cento anni dell’Ordine al Caffè Letterario Le Murate.
Cento anni tra memoria e presente
Un secolo dopo la sua nascita, la goliardia fiorentina continua a tenere insieme memoria e presente. Cambiano le università, cambiano gli studenti e cambiano anche le forme della goliardia. Restano però i suoi ingredienti fondamentali: la voglia di stare insieme, l’ironia, la fantasia e quella particolare capacità di Firenze di trasformare anche una feluca, un mantello e un titolo improbabile in una storia da raccontare.
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