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L'Eco di Toscana

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Primo piano

Solidarietà in Toscana

Maggio 18, 2020 da redazione Lascia un commento

Re/Max Ideale al fianco di Aisla Firenze

Una collaborazione importante fra due realtà del territorio fiorentino. L’agenzia immobiliare con sedi a Empoli, Firenze e San Giovanni Valdarno ha scelto di sostenere Aisla Firenze. La sezione Onlus è infatti impegnata nell’assistenza ai malati di Sla. Un progetto di solidarietà in Toscana.

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Prorogato il bando “#SOSTIENIUNINFERMIERE”

Maggio 18, 2020 da redazione Lascia un commento

Gli infermieri arrivati da fuori Firenze e Pistoia per l’emergenza Coronavirus hanno tempo fino al 30 maggio per richiedere il contributo economico

Prorogata la scadenza del bando volto ad aiutare gli infermieri chiamati a prestare servizio nelle province di Firenze e Pistoia per l’emergenza COVID-19. C’è ancora tempo fino al 30 maggio per partecipare al bando. Grazie ai fondi raccolti dalla campagna di crowdfunding “#SOSTIENIUNINFERMIERE: a Firenze la solidarietà si diffonde più veloce del virus” verrà dato un contributo economico a sostegno delle spese di alloggio, vitto e spostamenti (per gli ultimi due è previsto un rimborso del valore massimo paria al 10% del contributo) sostenute dagli infermieri che provengono da fuori Regione Toscana oppure da province distanti da Firenze e Pistoia.

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Imprese artigiane a rischio per l’emergenza Coronavirus

Maggio 18, 2020 da redazione Lascia un commento

Aidda Toscana invita a sostenere le botteghe

L’associazione imprenditrici e donne dirigenti d’azienda lancia l’allarme imprese artigiane a rischio per l’emergenza Coronavirus e propone una soluzione.

Imprese artigiane rischiano di scomparire

Le imprese artigiane sono a rischio di essere cancellate da aziende estere, di scomparire, di lasciar spazio a infiltrazioni malavitose. L’emergenza Coronavirus ha portato molte difficoltà anche in questi settori, come spiegano da Aidda, l’associazione imprenditrici e donne dirigenti di azienda. Secondo i loro studi è ripartendo dalle botteghe e dalle micro imprese territoriali, vere eccellenze artigiane, che si può puntare sul rilancio dell’economia. Un passo necessario dopo la crisi causata dal Coronavirus che potrebbe avviare allo stesso tempo anche un sistema nuovo, più sostenibile e più attento alla qualità della vita degli individui.

Le dichiarazioni di Aidda riguardo le imprese artigiane

«Il cuore del patrimonio socio economico dell’Italia, rappresentato soprattutto dalle piccole medie imprese, rischia di scomparire». Così afferma Antonella Giachetti, vice presidente vicaria nazionale Aidda e presidente della delegazione Toscana. «Questo patrimonio ha bisogno, ora e subito, di sicurezza e supporto per non sparire, per non lasciare spazio ad operatori, principalmente esteri, di dimensioni globali o, peggio ancora, per non lasciare spazio alla possibile infiltrazione degli interessi della malavita organizzata», continua poi. Secondo Giachetti sono molti i vantaggi di aiutare le eccellenze artigiane. Per esempio ricchezza del territorio, lavoratori più creativi e motivati, città più vive, vivibili e a misura di cittadino. Il turismo potrebbe essere più green e di qualità. Importante anche evitare di perdere le aziende di eccellenza di piccole e piccolissime dimensioni, cercare di trovare risorse di supporto immediato concreto. «La produzione della bottega – continua Giachetti – valorizza l’artigianalità e la toscanità, è sostenibile, è riciclabile, e mantiene le ricchezze sul territorio, aumentandone la prosperità e quindi la qualità della vita di chi ci abita e lavora».

Imprese artigiane, l’importanza di incentivare le botteghe

Perché è importante puntare sulle imprese artigiane? Secondo Aidda perché si possono creare servizi per un turismo di qualità, meno fast-tourism. Un’idea di viaggio di maggior durata e di miglior qualità. Un progetto opposto al turismo mordi e fuggi, dove il costo è elevato e il ricavo scarso. «Sostenere le microimprese in questo periodo di crisi e di trasformazione – spiega Giachetti – permetterebbe di ricollocare sul territorio le fasi produttive e di produzione di alcune tipologie di materie e semilavorati (anche attraverso la riconversione di attività a rischio di estinzione), per accorciare le filiere e rendere più resiliente il sistema nei momenti di emergenza come quello attuale». Concludendo, “La Toscana deve fare grande attenzione a non perdere una grossa parte di tutte le aziende di eccellenza artigianale, di piccole e piccolissime dimensioni, cercando quindi di trovare risorse di supporto immediato concreto” mette in guardia Giachetti.

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Anpas Toscana raccoglie l’invito alla donazione del plasma iperimmune per la terapia anti Covid-19

Maggio 11, 2020 da redazione Lascia un commento

L’appello era arrivato dall’assessore regionale alla Salute, Stefania Saccardi

«Abbiamo lanciato un appello a tutti i toscani appena guariti dal Covid-19, che siano o meno nostri donatori: fate il test sugli anticorpi per donare il plasma. Potrete salvare chi come voi è stato colpito dal virus». Così il presidente di Anpas Toscana, Dimitri Bettini, con il responsabile regionale per le donazioni Patrizio Ugolini. Le Pubbliche assistenze hanno raccolto a loro volta l’invito alla donazione arrivato dall’assessore regionale per il diritto alla salute, Stefania Saccardi.

La Toscana ha dato il via al progetto di terapia al plasma iperimmune che verrà applicato sui casi con distress respiratorio dovuto a coronavirus. In particolare l’utilizzo precoce del plasma iperimmune, utilizzato su pazienti non ancora intubati, potrebbe avere un ruolo importante nel ridurre il rischio di trasferimento in terapia intensiva. 

La donazione di plasma potrebbe giungere chiedendo la collaborazione dei donatori abituali. Il volontariato ha risposto fin da subito alla mobilitazione, convocando i suoi donatori abituali, dando il via a un vero e proprio passaparola.

«Partendo dalla donazione di plasma dei guariti – ha detto ancora Dimitri Bettini – verranno altri curati altri pazienti alle prese con la stessa patologia. Con una donazione si possono curare tre pazienti».

Possono donare plasma coloro che sono stati nella condizione di quarantenati confermati positivi non ospedalizzati, oppure i paucisintomatici in quarantena domiciliare.Per donare è possibile prendere contatto con il proprio servizio trasfusionale di riferimento. Per informazioni ci si può rivolgere al Centro Regionale Sangue (3316364452) oppure alla pubblica assistenza più vicina del territorio di residenza. 

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Edera, la carta si anima

Maggio 11, 2020 da redazione Lascia un commento

Nel numero di maggio le immagini prendono vita

Un connubio di idee e innovazione tecnologica. Con Edera, la carta si anima. Nel trentaquattresimo numero della rivista, grazie alla speciale e innovativa App Aria, le immagini prendono vita e si animano. Le foto e le grafiche diventano video, da guardare direttamente sullo schermo del proprio smartphone.

[Leggi di più…] infoEdera, la carta si anima

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«Io, giovane infermiere, in prima linea contro il Coronavirus»

Maggio 8, 2020 da redazione Lascia un commento

L’intervista a Niccolò Caciolli, da metà marzo a lavoro nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Prato

Niccolò Caciolli, classe 1991, è membro del gruppo di lavoro dedicato ai giovani creato da Opi Firenze-Pistoia. Dopo la laurea triennale all’università di Firenze (sede di Empoli) a dicembre 2014, ha lavorato per una RSA in Toscana per 10 mesi nel 2015. A fine 2015 si è poi trasferito in Inghilterra per quattro anni, lavorando i primi due anni in triage di chirurgia di emergenza, mentre fra il 2018 e il 2019 è stato uno dei coordinatori di reparto dell’ospedale ortopedico. Da qualche mese è tornato in Italia e dopo un’esperienza alla misericordia di San Casciano, Niccolò è uno degli infermieri che da metà marzo lotta in prima linea contro il Coronavirus, nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Prato. 

Perché un giovane sceglie di fare l’infermiere?

«Io l’ho scelto perché ero affascinato da questo settore. Molti invece lo scelgono per la possibilità lavorativa che offre. Questo è infatti uno dei percorsi accademici in cui ti laurei e difficilmente sei disoccupato. C’è chi decide di fare l’infermiere per vocazione e chi magari si trova a infermieristica dopo aver provato anche altri test d’accesso, ma poi si appassiona e decide di restare. I tirocini inoltre permettono di vedere se piace. Insomma i motivi possono essere molti». 

Ci sono iniziative o progetti dedicati ai più giovani? Se sì, quali?

«In questo momento no, ma ci sono molte idee. Il gruppo giovani di Opi Firenze – Pistoia aveva molte iniziative ma per via dell’emergenza si è bloccato tutto. Le iniziative comunque ci sono: certo bisognerebbe incentivarle invogliando i giovani a partecipare a progetti, soprattutto sulla formazione e informazione». 

Quali sono le problematiche che più spesso un infermiere si trova ad affrontare?

«Io ho lavorato 4 anni e mezzo in Inghilterra. Poi 1 mese e mezzo fa iniziato in Italia. Nel nostro Paese, fino a pochi mesi fa, mancava il personale infermieristico: molti ospedali erano sotto al numero minimo per garantire un’assistenza adeguata ai pazienti e un adeguato riposo. Ora, con le assunzioni ci sarà un miglioramento sicuro». 

Quali invece i momenti migliori e più soddisfacenti?

«Quando hai gratificazioni e forme di riconoscenza, da parte di pazienti e anche da parte di colleghi. Io lavoro in rianimazione Covid-19 a Prato. È successo che un paziente che era intubato da noi ci ha mandato un suo selfie nel quale si vedeva che stava tornando a casa. L’approccio dell’opinione pubblica su questa professione è migliorato e cambiato solo recentemente: prima dell’emergenza non era così, anzi». 

Pensi che il percorso accademico italiano per diventare infermiere sia adeguato in misura di lezioni frontali e tirocini?

«Per come e quanto ho visto io sì. Quando sei tirocinante tante cose non le vedi e non le cogli. I dettagli li noti dopo, quando lavori. Paragonando la preparazione che hanno in Inghilterra e quella che danno in Italia, l’Italia molto avanti. Magari potrebbero essere fatti dei tirocini più lunghi e specifici tipo terapia intensiva o in altri reparti dove ci sono criticità e dove servirebbe una preparazione maggiore. L’Italia, comunque, ha un buon livello. Potrebbero magari essere riviste le modalità o le divisioni dei tempi fra tirocini, lezioni ed esami. Però comunque, in Toscana in particolare la situazione è positiva».

In questo periodo si è parlato molto di infermieri e del loro ruolo, qual è la tua esperienza in relazione al Coronavirus?

«La mia esperienza è questa: da un mese e mezzo lavoro nel reparto di rianimazione Covid-19 di Prato, dopo essere stato chiamato dalle graduatorie per pronta disponibilità. Non è facile lavorare con la tuta protettiva e tutti i dispositivi di sicurezza per tante ore all’interno del reparto… però quando si vedono i risultati e i miglioramenti capisci che ne è valsa la pena». 

OPI Fi-Pt ha un gruppo di lavoro proprio dedicato ai giovani: quali sono i vostri progetti? Su quali temi state lavorando?

«Uno degli obiettivi è però riconfigurare il modello dell’infermiere su molti aspetti. Come a esempio la scuola. Fra le idee c’è quella di inserire l’infermiere nelle scuole e poi puntare sulla figura dell’infermiere famiglia. Per i giovanissimi puntiamo a fare incontri (non ancora fatti per l’emergenza Covid-19) con neolaureati che non lavorano. Un modo per aiutarli, risolvere dubbi, integrarli e supportarli». 

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Salute mentale, linea di ascolto per amici e parenti di persone con disturbi

Maggio 7, 2020 da redazione Lascia un commento

Faro Itaca, il progetto di sostegno e supporto

Progetto Itaca Firenze Onlus è un’associazione nata per promuovere una visione positiva nel campo della salute mentale. In questo difficile e delicato periodo, è importante continuare senza sosta a offrire sostegno.

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«Troppe domande e segnalazioni rimaste senza risposta»

Maggio 6, 2020 da redazione Lascia un commento

La denuncia del presidente dell’Ordine degli infermieri di Firenze e Pistoia 

Domande senza risposte. Sono molte le richieste partite dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche interprovinciale di Firenze – Pistoia ad Aziende sanitarie, Estar e Regione in queste settimane difficili per l’emergenza Coronavirus. Domande sulle quali a più riprese sono state sollecitate risposte formali mai pervenute. A fare il punto è Danilo Massai, presidente dell’Ordine delle Professioni infermieristiche interprovinciale di Firenze – Pistoia.

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Mascherine per i bambini a Bagno a Ripoli

Maggio 2, 2020 da redazione Lascia un commento

Il Comune ne distribuirà seimila realizzate dalle sarte volontarie

Consegna porta a porta di due mascherine per tutti i bimbi e i ragazzi dai 2 ai 15 anni. Le recapiteranno una squadra di volontari, insieme a quelle per gli adulti messe a disposizione dalla Regione Toscana. Questa iniziativa di mascherine per i bambini a Bagno a Ripoli è realizzata insieme al Banco Fiorentino che ricambierà il lavoro delle sarte con una donazione all’ospedale di Ponte a Niccheri.

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Confcommercio Toscana chiede la riapertura anticipata di negozi e ristoranti

Aprile 29, 2020 da redazione Lascia un commento

Grande mobilitazione in attesa del 4 maggio

Confcommercio Toscana
Anna Lapini, Confcommercio Toscana

Iniziative forti che vedranno il coinvolgimento dell’intera rete del commercio e della ristorazione, con tutti gli esercizi aperti. Intanto, Confcommercio Toscana scrive al presidente della Regione Toscana e ai Prefetti per sollecitare il premier Conte a modificare il calendario della fase 2. La richiesta nello specifico è di anticipare al 4 maggio la riapertura dei negozi al dettaglio e al 18 quella dei pubblici esercizi.

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